In breve
- Il tatuatore non fa diagnosi: raccoglie informazioni e decide se procedere, rimandare o chiedere un parere medico.
- Le situazioni che richiedono più attenzione sono poche e riconoscibili, e vanno indagate con domande dirette.
- Rimandare una seduta è una decisione professionale, e va motivata per iscritto nella scheda.
L’anamnesi è la parte del lavoro trattata con più superficialità e quella che, quando qualcosa va storto, viene guardata per prima. Non serve a fare medicina: serve a sapere se in quella persona, in quel momento, un’effrazione della cute comporta rischi diversi dal normale — e a documentare che la domanda è stata posta.
Il confine da tenere fermo è netto in entrambe le direzioni. Chi tatua **non valuta terapie e non dà indicazioni cliniche**, e nessuno deve sospendere un farmaco per farsi un tatuaggio. Allo stesso tempo chi tatua **decide se lavorare**, e quella decisione è sua: può rimandare, può chiedere che la persona ne parli con il proprio medico, può rifiutare.
01Le domande che l’anamnesi deve contenere
- Terapie in corso, con particolare attenzione ad anticoagulanti e antiaggreganti, cortisonici, immunosoppressori, chemioterapici e antibiotici in corso.
- Isotretinoina o altri retinoidi sistemici, attuali o recenti: modificano la pelle e la sua capacità di guarire.
- Diabete, e se è compensato: incide su guarigione e rischio infettivo.
- Malattie della pelle: psoriasi, dermatite atopica, vitiligine, lichen, e se sono in fase attiva.
- Tendenza ai cheloidi o cicatrici ipertrofiche, e in quali zone.
- Allergie note, comprese quelle a metalli, lattice, cerotti, anestetici locali e coloranti.
- Epilessia, sincopi, cardiopatie, portatori di dispositivi impiantabili.
- Gravidanza e allattamento.
- Infezioni trasmissibili note e stato vaccinale per l’epatite B.
- Immunodepressione di qualunque origine.
- Interventi chirurgici recenti nella zona e presenza di protesi o cicatrici.
- Consumo di alcol o sostanze nelle ore precedenti.
02Le situazioni tipiche e cosa farne
| Situazione | Cosa comporta | Condotta prudente |
|---|---|---|
| Anticoagulanti o antiaggreganti | Sanguinamento maggiore, resa peggiore | Non sospendere nulla. Valutare con il medico curante; sedute brevi, zone semplici |
| Cortisone o immunosoppressori | Guarigione più lenta, rischio infettivo | Parere del medico prima di procedere |
| Isotretinoina in corso o recente | Pelle fragile, cicatrizzazione alterata | Rimandare: la prassi diffusa è attendere alcuni mesi dalla fine della terapia |
| Diabete non compensato | Guarigione lenta, maggior rischio di infezione | Rimandare; se compensato, sedute brevi e zone ben vascolarizzate |
| Psoriasi o dermatite in fase attiva | Fenomeno di Koebner: lesioni sulla zona traumatizzata | Non tatuare sulle aree interessate; attendere la fase di remissione |
| Tendenza ai cheloidi | Cicatrice in rilievo permanente | Evitare le zone a rischio; informare e documentare |
| Epilessia o sincopi frequenti | Rischio di crisi durante la seduta | Sapere prima, sedute brevi, accompagnatore, non lavorare da soli in studio |
| Febbre o infezione in corso | Sistema immunitario impegnato | Rimandare senza discussione |
| Chemioterapia in corso | Immunodepressione | Non procedere senza il parere dell’oncologo |
| Alcol o sostanze nelle ore prima | Sanguinamento e consenso non valido | Non procedere: si riprogramma |
03Documentare la decisione
Se una seduta viene rimandata, o eseguita con accorgimenti particolari, quella decisione va scritta. Non per burocrazia: perché a distanza di mesi, se la persona lamenta un esito, la differenza fra «non lo sapevo» e «lo sapevo e ho lavorato così» è tutta lì.
Cosa deve restare agli atti
- Il modulo di anamnesi compilato e firmato, con la data.
- Le risposte rilevanti annotate anche se non c’era una casella per loro.
- La decisione presa: procedere, rimandare, chiedere un parere.
- Le informazioni date al cliente su rischi specifici della sua situazione.
- Se è stato richiesto un parere medico, che il cliente ha dichiarato di averlo ottenuto.
- La versione del modulo usata e la data in cui è stata firmata.
Con Omega
L’anamnesi come dato, non come foglio
- Le domande dell’anamnesi partono da un modello completo e le modifichi tu: ne aggiungi e ne togli quante vuoi.
- Le risposte sono trattate come dato sanitario, con accesso limitato e la loro scadenza di conservazione.
- Il testo del modulo si congela alla firma con la sua versione: si sa sempre cosa è stato firmato quel giorno.
- Le sedute rimandate per motivi sanitari restano tracciate con la loro motivazione.



