In breve
- L’aumento va deciso su un dato — ore piene, lista d’attesa, costi cresciuti — non sull’umore.
- Un aumento comunicato con un mese di preavviso e una data non genera quasi mai reazioni negative.
- I progetti già preventivati si rispettano al prezzo concordato: è l’unica regola non negoziabile.
È la decisione che quasi ogni studio rimanda di due anni più del necessario, e il motivo è sempre lo stesso: la paura di perdere clienti. È una paura ragionevole e quasi sempre sproporzionata, perché sconta un errore aritmetico — si immagina di perdere clienti a caso, mentre si perdono per primi quelli che sceglievano solo per prezzo, cioè quelli con il margine più basso e la gestione più faticosa.
Questa pagina serve a rendere la decisione un conto invece che una sensazione: quando si alza, di quanto, cosa si dice, e cosa si fa con chi ha un lavoro già preventivato.
01I segnali che dicono che è il momento
Se ne riconosci tre, sei in ritardo
- L’agenda è piena con più di sei settimane di attesa da almeno tre mesi.
- Rifiuti lavori per mancanza di date, non per mancanza di richieste.
- La tariffa è la stessa da più di due anni, mentre affitto e materiali sono aumentati.
- Il tuo lavoro oggi è visibilmente migliore di quando hai fissato quel prezzo.
- Colleghi con portfolio paragonabile nella tua città chiedono di più.
- Ti capita di sperare che un cliente disdica, perché quel lavoro rende poco.
- Il conto del costo orario reale dice che stai lavorando sotto soglia.
02Di quanto, e quanto spesso
Gli aumenti piccoli e regolari funzionano meglio di quelli grandi e rari: il dieci per cento ogni dodici o diciotto mesi passa quasi inosservato, il trenta per cento dopo cinque anni fa notizia. La regola pratica è che un aumento fino al quindici per cento non richiede giustificazioni, mentre oltre il venti conviene accompagnarlo con qualcosa di visibile — un servizio in più, una qualità del lavoro cresciuta, orari migliori.
Guadagno netto dell’aumento = (Nuove ore × Nuova tariffa) − (Vecchie ore × Vecchia tariffa)
Con 900 ore a 90 € si incassano 81 000 €. Alzando a 100 € e perdendo il 5% delle ore restano 855 ore a 100 €, cioè 85 500 €: 4 500 € in più, con quattro giorni di lavoro in meno. Il punto di indifferenza di un aumento del 10% è una perdita del 9% delle ore.
| Aumento | Perdita di ore sopportabile | Effetto pratico |
|---|---|---|
| +5% | fino al 4,7% | Nessuno se ne accorge |
| +10% | fino al 9% | Qualche domanda, nessuna perdita reale |
| +15% | fino al 13% | Va comunicato in anticipo |
| +25% | fino al 20% | Serve un motivo visibile, e cambia la clientela |
| +50% | fino al 33% | È un riposizionamento, non un aumento |
03Come si comunica
- 1
Fissa una data e rispettala
«Dal primo ottobre la tariffa passa a…». Un aumento senza data si trascina per mesi e genera trattative caso per caso.
- 2
Avvisa con un mese di anticipo
Ai clienti con progetti in corso e a chi ha una consulenza aperta. Chi lo scopre in poltrona reagisce male, e ha ragione.
- 3
Rispetta i preventivi già dati
Chiunque abbia un preventivo accettato o un acconto versato mantiene il suo prezzo fino alla fine del progetto. Senza eccezioni.
- 4
Non giustificarti troppo
Una riga basta. Le spiegazioni lunghe suggeriscono che il prezzo è discutibile, e infatti verrà discusso.
- 5
Aggiorna tutto insieme
Sito, bio, modulo delle richieste, risposte pronte, listino dei flash e minimo studio. Un vecchio prezzo dimenticato da qualche parte è la fonte di ogni discussione.
Il messaggio che funziona meglio nella pratica è breve e senza scuse: «Dal primo ottobre la mia tariffa oraria sarà di X. I lavori già preventivati restano al prezzo concordato. Se hai un progetto in mente, possiamo bloccare il prezzo attuale con la consulenza entro settembre.» L’ultima frase, da sola, riempie il mese precedente all’aumento.
Con Omega
Un listino che si aggiorna in un posto solo
- Tariffa oraria, minimo studio e regole di caparra stanno nelle impostazioni: si cambiano una volta e valgono ovunque.
- I preventivi già accettati mantengono il prezzo con cui sono nati, senza doverli ricordare.
- Ogni artista ha la sua tariffa: non serve un listino unico per tutti.
- La resa oraria dice se l’aumento ha funzionato, con il confronto sui mesi precedenti.
Foto di copertina: SuSanA Secretariat — CC BY 2.0



