In breve
- Le ore fatturabili sono circa la metà delle ore lavorate: disegno, consulenze e preparazione non si pagano da sole.
- Il minimo studio non è avidità: copre il monouso e la preparazione, che costano uguale su un tatuaggio da due centimetri.
- Sotto una certa tariffa non stai facendo prezzi bassi: stai lavorando in perdita senza accorgertene.
Il prezzo è la conversazione più scomoda del mestiere, e quasi tutti la affrontano guardando fuori: quanto chiede lo studio in centro, quanto ha scritto qualcuno in un gruppo, quanto sembra accettabile. È il metodo che produce tariffe insostenibili, perché il costo di uno studio non è uguale a quello di un altro e le ore realmente tatuabili variano moltissimo da artista ad artista.
Il calcolo corretto parte da dentro: quanto ti costa esistere in un mese, quante ore riesci davvero a mettere l’ago sulla pelle, e quanto vuoi che ti resti. Il numero che esce è la tua tariffa minima. Sopra quella puoi posizionarti dove ti porta la domanda; sotto, stai finanziando i tuoi clienti.
01Il numero che tutti sbagliano: le ore fatturabili
Un tatuatore che lavora otto ore al giorno non tatua otto ore. Fra consulenze, disegno, preparazione della postazione, stencil, pause del cliente, riordino e sterilizzazione, la quota di tempo con la macchina in mano è molto inferiore. Ignorare questo divario è la ragione per cui tante tariffe orarie non coprono i costi.
| Attività | Tempo tipico su una giornata da 8 ore |
|---|---|
| Tatuaggio effettivo | 4 – 5 ore |
| Disegno e progettazione | 1 – 2 ore |
| Consulenze e preventivi | 30 – 60 min |
| Preparazione, stencil, riordino | 45 – 90 min |
| Sterilizzazione e gestione materiali | 20 – 40 min |
| Messaggi, agenda, amministrazione | 30 – 60 min |
Tariffa oraria minima = (Costi fissi mensili + Compenso desiderato + Imposte e contributi stimati) ÷ Ore tatuabili al mese
Con 2.500 € di costi fissi, 2.200 € di compenso, 1.500 € fra imposte e contributi e 90 ore tatuabili: (2.500 + 2.200 + 1.500) ÷ 90 = 69 €/ora come minimo, prima dei materiali.
02Tariffa oraria, prezzo a progetto o minimo studio
| Modello | Quando usarlo | Rischio |
|---|---|---|
| Minimo studio | Lavori piccoli, fino a una certa dimensione | Sembra caro al cliente se non spieghi cosa copre |
| Tariffa oraria | Lavori medi, realistici, sessioni singole | Il cliente teme che tu vada piano: va dato un tetto stimato |
| Prezzo a progetto | Lavori grandi e definiti | Se sottostimi le ore, la perdita è tutta tua |
| Tariffa a giornata | Lavori lunghi e continuativi | Ottimo per te e per il cliente: prevedibile per entrambi |
| Prezzo per sessione | Progetti in più sedute | Richiede un preventivo complessivo iniziale, o genera contestazioni |
Il minimo studio è il prezzo sotto il quale non si scende, quale che sia la dimensione. Esiste perché i costi che non dipendono dalla misura — aghi e cartucce, monouso, barriere, preparazione, sterilizzazione, tempo di accoglienza — sono gli stessi per un tatuaggio da due centimetri e per uno da venti. Un cliente che chiede «una scrittina piccola» sta chiedendo un lavoro che ti costa quasi quanto uno medio.
Minimo studio ≥ Costo materiali per seduta + (Tariffa oraria × Tempo minimo di occupazione della postazione)
Con 22 € di materiali, tariffa 70 €/ora e un’ora e mezza di occupazione fra preparazione ed esecuzione: 22 + 105 = 127 €. Questo è il pavimento, non il prezzo di listino.
03Come si dà un preventivo che non si tratta
- 1
Chiedi prima di quotare
Soggetto, dimensione reale in centimetri, zona del corpo, colore o blackwork, se copre qualcosa. Senza questi dati il preventivo è un numero inventato che dovrai correggere.
- 2
Valuta la zona, non solo la misura
Costole, collo, mani e piedi richiedono più tempo a parità di superficie: la pelle si comporta diversamente e il cliente si muove di più.
- 3
Dai una forbice, non un numero secco
«Fra 380 e 450 euro, in due sedute» è onesto e difendibile. Un numero preciso su un progetto non ancora disegnato produce contestazioni.
- 4
Spiega cosa comprende
Disegno, sedute, primo ritocco se lo includi, materiali. La percezione di caro nasce quasi sempre dal non sapere cosa è compreso.
- 5
Metti per iscritto
Anche solo un messaggio riepilogativo. Il preventivo verbale è ciò che genera il «mi avevi detto trecento» quattro mesi dopo.
- 6
Chiudi con la caparra
Il preventivo accettato si conferma con l’acconto: è ciò che trasforma un interesse in un appuntamento.
Segnali che il tuo prezzo è troppo basso
- Hai l’agenda piena per mesi e non riesci mai a prendere ferie.
- Ti resta poco o niente dopo aver pagato tutto, pur lavorando molto.
- Nessun cliente discute mai il prezzo, mai.
- Ricevi soprattutto richieste di lavori piccoli e trattative sul prezzo.
- Non riesci a mettere da parte nulla per attrezzatura e imposte.
- Lavori nei giorni di chiusura per stare al passo.
Con Omega
Dal preventivo al saldo, senza numeri persi
- Preventivo con forbice e sedute previste, salvato accanto al progetto.
- Acconti registrati e scalati dal totale, seduta dopo seduta.
- Ore effettivamente tatuate per periodo: la tariffa si verifica sui dati veri.
- Storico dei prezzi praticati, per sapere quando hai ritoccato l’ultima volta.



