In breve
- Le informazioni sulla pelle di una persona servono a ogni lavoro successivo, non solo al primo.
- La posizione dei nei documentata prima di tatuare è anche una tutela in caso di contestazione.
- I nei che meritano un controllo medico devono restare segnalati finché qualcuno non li ha guardati.
Al primo appuntamento con una persona si guarda la zona di lavoro e si prendono decisioni: quel neo si aggira, quella cicatrice tiene poco, quel vecchio lavoro andrà coperto e in che modo. Sono osservazioni preziose, si fanno una volta e nella quasi totalità degli studi svaniscono nello stesso pomeriggio.
Il risultato è che alla terza seduta, un anno dopo, si riparte da capo: si ricontrolla, si riscopre lo stesso neo, si rifà la stessa valutazione sulla stessa cicatrice. E soprattutto non resta traccia di **dov’erano i nei prima** che ci fosse un disegno intorno, che è l’informazione che in una contestazione conta più di tutte.
01Cosa vale la pena segnare
| Elemento | Perché conta | Vale per |
|---|---|---|
| Nei nella zona di lavoro | Non si tatua sopra: si aggira con un margine | Tutti i lavori futuri sulla stessa zona |
| Nei atipici o da controllare | Vanno visti da un medico, e non va dimenticato | Finché non è stato fatto |
| Cicatrici | Resa irregolare, tempi di attesa, più passaggi | Progettazione di qualunque pezzo lì intorno |
| Smagliature | Il pigmento tiene meno nelle strie | Scelta della zona e del soggetto |
| Lavori di altri studi | Da coprire, da integrare o da lasciare stare | Progetti di copertura e composizioni |
| Zone con reazioni pregresse | Guarigioni difficili, pigmenti rifiutati | Scelta dei colori e dei tempi |
| Zone su cui il cliente non vuole essere tatuato | Evita proposte fuori luogo | Consulenze future |
| Piercing e fori | Interferiscono con stencil e medicazioni | Pianificazione della seduta |
02Come si fa, in cinque minuti
- 1
Guarda la zona prima di disegnare
Scoprire un neo quando lo stencil è già pronto significa rifare il lavoro davanti al cliente.
- 2
Fotografa la zona con luce uniforme
Una foto d’insieme e una ravvicinata. È la documentazione più utile che esista.
- 3
Segna la posizione su una sagoma
Un disegno del corpo su cui indicare i punti: si consulta in due secondi anche fra due anni.
- 4
Annota cosa hai deciso
Non solo cosa c’è, ma cosa ne hai fatto: aggirato, evitato, coperto, rimandato.
- 5
Segnala quello che va visto da un medico
E fai in modo che la segnalazione resti attiva finché non è stata risolta.
- 6
Aggiorna a ogni seduta
Cinque secondi: cosa è cambiato, cosa è stato coperto, cosa è comparso.
03A cosa serve davvero, negli anni
- Alla progettazione: sapere in anticipo cosa c’è sulla pelle cambia le proposte che si fanno in consulenza.
- Alla velocità: alla quinta seduta non si ricontrolla tutto da capo.
- Ai colleghi: se un altro artista dello studio prende in carico quella persona, non riparte da zero.
- Alle coperture: un progetto di cover-up si valuta guardando cosa c’è, non ricordandolo.
- Alla tutela: la posizione dei nei prima del lavoro è un dato documentato con una data.
- Al cliente: percepisce che qualcuno si ricorda di lui, che in questo mestiere conta più di quanto sembri.
Il minimo utile per ogni cliente
- Una foto della zona di lavoro prima della prima seduta.
- La posizione dei nei nell’area, indicata su una sagoma.
- Le cicatrici presenti, con l’epoca approssimativa.
- I lavori di altri studi, con una foto.
- Le zone che il cliente non vuole toccare.
- Le segnalazioni aperte, cioè quello che qualcuno deve ancora guardare.
Con Omega
Si tocca la sagoma e si segna
- Cosa c’è già sulla pelle: lavori di altri studi da coprire, cicatrici che non prendono l’inchiostro, nei su cui non si passa.
- I nei da far vedere a un medico restano segnalati finché qualcuno che può non li ha guardati.
- La mappa resta valida per tutti i lavori successivi e per tutti gli artisti dello studio.
- Le foto della zona restano legate al pezzo, con la loro data.
Foto di copertina: Basile Morin — CC BY-SA 4.0



