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Il sito di uno studio: cinque pagine, non trenta

Il sito non deve essere bello: deve raccogliere richieste complete e reggere quando Instagram non c’è. Sono due lavori precisi.

6 minuti di lettura Aggiornata al 8 agosto 2026Omega Tattoo

In breve

  • Cinque pagine bastano: studio, artisti, stili, richieste, informazioni pratiche.
  • Il modulo delle richieste è la parte più importante, e va progettato per farti risparmiare messaggi.
  • Il sito è l’unico canale che non può esserti tolto: è lì che va il tuo archivio contatti.

Quasi tutti gli studi hanno un sito che non serve a niente: una home con una foto grande, una galleria, una pagina contatti con un indirizzo email. Non porta richieste, non risponde a nessuna domanda e non toglie lavoro a nessuno. Costa qualche centinaio di euro l’anno e viene giustamente ignorato.

Un sito utile fa due cose sole: **raccoglie richieste già complete** e **risponde alle domande che oggi arrivano in chat**. Se fa queste due cose, ripaga in ore risparmiate anche se non porta un solo cliente nuovo. Tutto il resto — animazioni, effetti, pagine sulla storia dello studio — è arredamento.

01Le pagine che servono

PaginaA cosa serveCosa deve contenere
HomeFar capire in tre secondi chi sieteStili, città, tre lavori, un pulsante per le richieste
ArtistiFar scegliere la personaUna scheda per artista con stili, lavori e link alla richiesta
StiliFarsi trovare su GoogleUna pagina per ciascuno stile che vuoi vendere
RichiesteRaccogliere il lavoroIl modulo, con i campi che ti servono davvero
InformazioniRispondere alle domande ricorrentiPrezzi, caparra, minori, aftercare, dove siamo
Cinque pagine fatte bene battono trenta pagine curate a metà, e si aggiornano in un pomeriggio invece che in un mese.

02Il modulo delle richieste: il cuore del sito

La differenza fra un modulo fatto bene e uno fatto male si misura in messaggi risparmiati. Un modulo che chiede solo nome e messaggio produce «ciao, quanto costa un tatuaggio?» e cinque scambi per arrivare a un preventivo. Un modulo progettato produce una richiesta a cui puoi rispondere con un preventivo al primo colpo.

I campi che valgono la pena

  • Idea in poche righe: cosa vorresti tatuarti.
  • Zona del corpo, scelta da un elenco.
  • Misura indicativa in centimetri.
  • Colore o solo nero.
  • Immagini di riferimento, caricabili direttamente.
  • Budget indicativo o fascia di spesa.
  • Disponibilità: giorni e fasce orarie.
  • Data di nascita, per la regola sui minori.
  • È il primo tatuaggio, sì o no.
  • Come ci hai trovati.

Il modulo va anche collegato alle richieste che arrivano dai social: il senso non è sostituire Instagram, che resta il canale naturale del mestiere, ma spostare il punto di atterraggio. La chat serve a parlare; il modulo serve a contenere le informazioni del lavoro.

03Gli errori che rendono un sito inutile

  • Nessun indirizzo e nessun orario in testo: se sono dentro un’immagine, non li legge né Google né chi usa il telefono.
  • Le foto pesantissime: un sito che impiega otto secondi ad aprirsi da telefono viene chiuso prima di comparire.
  • Solo un indirizzo email come contatto: nessuno scrive più email a uno studio di tatuaggi.
  • Nessun prezzo, da nessuna parte: produce cento richieste inutili al mese.
  • Un sito non aggiornato: artisti che non ci sono più, guest del 2023 in evidenza, orari vecchi.
  • Nessuna informativa privacy sul modulo: raccogliere dati, compresa la data di nascita, richiede un’informativa. È un obbligo, non un dettaglio.
  • Il sito che non è tuo: dominio intestato a chi lo ha fatto, contenuti su una piattaforma da cui non si può esportare niente.

Con Omega

Sito e richieste, senza doppio lavoro

  • Il sito dello studio con portfolio, artisti e modulo per le richieste si costruisce dal gestionale.
  • Le richieste arrivano già con idea, zona, misura, riferimenti e budget, e hanno uno stato.
  • Da una richiesta accettata nasce il pezzo, senza ricopiare niente.
  • Il link pubblico è uno solo, con il suo QR da mettere in studio.
Tutte le guide di Omega Tattoo

Foto di copertina: James DaisaCC BY-SA 2.0

Dubbi

Domande frequenti

Quante pagine deve avere il sito di uno studio di tatuaggi?+

Cinque bastano: home, artisti, stili, richieste e informazioni pratiche. Aggiungere pagine ha senso solo se rispondono a ricerche precise — un altro stile che vuoi vendere, una guida che manderesti comunque in chat. Un sito di trenta pagine curate a metà rende meno di uno di cinque pagine complete e aggiornate.

Il sito deve avere un sistema di prenotazione?+

Per un tatuaggio no, e anzi può essere dannoso: un pezzo non è uno slot da riempire, va prima valutato con un preventivo. Quello che serve è un modulo di richiesta ben fatto. La prenotazione diretta ha senso solo per consulenze o per giornate di flash, dove il lavoro e il prezzo sono già definiti.

Devo pubblicare i prezzi sul sito?+

Almeno la tariffa oraria e il minimo studio, sì. Non pubblicarli non evita la domanda: la sposta in chat, dove la fai gratis dieci volte al giorno con persone che spesso non hanno quel budget. Un prezzo pubblicato filtra prima, e chi arriva sa già dove si sta muovendo.

Basta Instagram invece di un sito?+

Funziona finché funziona. Un account bloccato o una segnalazione sbagliata azzerano in un giorno anni di lavoro, contatti compresi, e non c’è niente da recuperare. Il sito è l’unico canale che possiedi davvero: serve come base sicura e come luogo dove raccogliere i contatti, non come vetrina alternativa ai social.

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