In breve
- Cinque pagine bastano: studio, artisti, stili, richieste, informazioni pratiche.
- Il modulo delle richieste è la parte più importante, e va progettato per farti risparmiare messaggi.
- Il sito è l’unico canale che non può esserti tolto: è lì che va il tuo archivio contatti.
Quasi tutti gli studi hanno un sito che non serve a niente: una home con una foto grande, una galleria, una pagina contatti con un indirizzo email. Non porta richieste, non risponde a nessuna domanda e non toglie lavoro a nessuno. Costa qualche centinaio di euro l’anno e viene giustamente ignorato.
Un sito utile fa due cose sole: **raccoglie richieste già complete** e **risponde alle domande che oggi arrivano in chat**. Se fa queste due cose, ripaga in ore risparmiate anche se non porta un solo cliente nuovo. Tutto il resto — animazioni, effetti, pagine sulla storia dello studio — è arredamento.
01Le pagine che servono
| Pagina | A cosa serve | Cosa deve contenere |
|---|---|---|
| Home | Far capire in tre secondi chi siete | Stili, città, tre lavori, un pulsante per le richieste |
| Artisti | Far scegliere la persona | Una scheda per artista con stili, lavori e link alla richiesta |
| Stili | Farsi trovare su Google | Una pagina per ciascuno stile che vuoi vendere |
| Richieste | Raccogliere il lavoro | Il modulo, con i campi che ti servono davvero |
| Informazioni | Rispondere alle domande ricorrenti | Prezzi, caparra, minori, aftercare, dove siamo |
02Il modulo delle richieste: il cuore del sito
La differenza fra un modulo fatto bene e uno fatto male si misura in messaggi risparmiati. Un modulo che chiede solo nome e messaggio produce «ciao, quanto costa un tatuaggio?» e cinque scambi per arrivare a un preventivo. Un modulo progettato produce una richiesta a cui puoi rispondere con un preventivo al primo colpo.
I campi che valgono la pena
- Idea in poche righe: cosa vorresti tatuarti.
- Zona del corpo, scelta da un elenco.
- Misura indicativa in centimetri.
- Colore o solo nero.
- Immagini di riferimento, caricabili direttamente.
- Budget indicativo o fascia di spesa.
- Disponibilità: giorni e fasce orarie.
- Data di nascita, per la regola sui minori.
- È il primo tatuaggio, sì o no.
- Come ci hai trovati.
Il modulo va anche collegato alle richieste che arrivano dai social: il senso non è sostituire Instagram, che resta il canale naturale del mestiere, ma spostare il punto di atterraggio. La chat serve a parlare; il modulo serve a contenere le informazioni del lavoro.
03Gli errori che rendono un sito inutile
- Nessun indirizzo e nessun orario in testo: se sono dentro un’immagine, non li legge né Google né chi usa il telefono.
- Le foto pesantissime: un sito che impiega otto secondi ad aprirsi da telefono viene chiuso prima di comparire.
- Solo un indirizzo email come contatto: nessuno scrive più email a uno studio di tatuaggi.
- Nessun prezzo, da nessuna parte: produce cento richieste inutili al mese.
- Un sito non aggiornato: artisti che non ci sono più, guest del 2023 in evidenza, orari vecchi.
- Nessuna informativa privacy sul modulo: raccogliere dati, compresa la data di nascita, richiede un’informativa. È un obbligo, non un dettaglio.
- Il sito che non è tuo: dominio intestato a chi lo ha fatto, contenuti su una piattaforma da cui non si può esportare niente.
Con Omega
Sito e richieste, senza doppio lavoro
- Il sito dello studio con portfolio, artisti e modulo per le richieste si costruisce dal gestionale.
- Le richieste arrivano già con idea, zona, misura, riferimenti e budget, e hanno uno stato.
- Da una richiesta accettata nasce il pezzo, senza ricopiare niente.
- Il link pubblico è uno solo, con il suo QR da mettere in studio.
Foto di copertina: James Daisa — CC BY-SA 2.0



