In breve
- La ricerca che porta clienti è «stile + città», non «tatuaggi»: è lì che si compete e si vince.
- La scheda su Google e le recensioni pesano più del sito nella ricerca locale.
- Una pagina per stile e una per zona coprono quasi tutte le ricerche utili di uno studio.
Nel tatuaggio la ricerca su Google ha un ruolo diverso rispetto ad altri mestieri: quasi nessuno sceglie un artista da un motore di ricerca, perché la scelta si fa guardando lavori. Però moltissime persone **partono** da lì — per trovare uno studio in zona, per capire quanto costa una cosa, per confrontare due nomi che hanno visto sui social.
Il che porta a una conseguenza pratica: non serve competere su «tatuaggi», che è una parola generica cercata da chi non comprerà mai. Serve esserci sulle ricerche che dichiarano un’intenzione — uno stile, una zona del corpo, una città, un prezzo — e serve che quando qualcuno cerca il tuo nome, trovi qualcosa di solido.
01Cosa cercano davvero le persone
| Tipo di ricerca | Esempio | Valore per lo studio |
|---|---|---|
| Stile + città | «tatuatore giapponese Torino» | Altissimo: ha già scelto lo stile |
| Servizio + vicino a me | «studio di tatuaggi vicino a me» | Alto: intenzione immediata |
| Prezzo | «quanto costa una manica» | Medio: si informa, deciderà dopo |
| Zona del corpo | «tatuaggio avambraccio uomo» | Medio: cerca idee |
| Dubbio pratico | «tatuaggio quando andare al mare» | Medio: costruisce fiducia |
| Nome dell’artista o dello studio | «nero ink tattoo» | Massimo: sta per contattarti |
| Generica | «tatuaggi» | Nullo: nessuna intenzione |
02Le tre cose che contano, in ordine
- 1
La scheda dello studio su Google
È quella che compare nella mappa e nelle ricerche «vicino a me». Nella ricerca locale conta più del sito, e va compilata per intero: categoria, orari, telefono, foto vere, descrizione, link.
- 2
Le recensioni
Numero e freschezza pesano molto nella ricerca locale. Venti recensioni recenti valgono più di cento di cinque anni fa.
- 3
Un sito con poche pagine ben fatte
Una pagina per ogni stile che vuoi vendere, una pagina studio con indirizzo e mappa, una pagina per il modulo delle richieste. Non serve altro.
- 4
La coerenza dei dati
Nome, indirizzo e telefono devono essere identici ovunque: scheda Google, sito, social, elenchi. Le incoerenze confondono e danneggiano.
- 5
Qualche pagina che risponde a domande
Prezzi, aftercare, minori, dolore: sono le ricerche che portano persone che poi diventeranno clienti. Ed è quello che gli altri studi non fanno.
Il minimo indispensabile, in una sera
- La scheda su Google rivendicata e compilata in ogni campo.
- Almeno dieci foto vere dello studio e dei lavori, non immagini di repertorio.
- Orari corretti, comprese le chiusure straordinarie.
- Il link al modulo delle richieste, non solo al profilo Instagram.
- Sul sito, il nome della città nel titolo delle pagine principali.
- Una pagina per ciascuno dei due o tre stili che vuoi davvero fare.
- Indirizzo e telefono scritti in testo, non dentro un’immagine.
03Cosa scrivere, e cosa non serve
La tentazione è pubblicare molto. La realtà è che poche pagine fatte bene, che rispondono a domande vere, portano più contatti di trenta articoli generici. Il criterio è semplice: una pagina merita di esistere se qualcuno la cercherebbe con quelle parole.
- Le pagine per stile funzionano: «tatuaggio giapponese a Torino» con i tuoi lavori, i tuoi tempi e i tuoi prezzi indicativi.
- Le pagine con i prezzi funzionano, anche se fa paura pubblicarli: chi cerca il prezzo lo cerca comunque, e se non lo trova da te lo trova altrove.
- Le guide pratiche funzionano: aftercare, cosa portare, come prepararsi, quanto dura la guarigione. Sono anche quello che manderesti comunque in chat.
- Il blog generico non funziona: «la storia del tatuaggio nel mondo» non porta nessuno in studio.
- Le gallerie senza testo non funzionano: bellissime da vedere, invisibili per un motore di ricerca.
- I contenuti duplicati non funzionano: la stessa descrizione ripetuta su dieci pagine con il nome di dieci città non porta risultati.
Con Omega
Il sito e le richieste, nello stesso posto
- Il sito dello studio con portfolio, artisti e modulo per le richieste, gestito dal gestionale.
- Il link e il QR della pagina pubblica raccolgono le richieste con i dati che servono.
- Le richieste che arrivano dal sito finiscono nella stessa coda di quelle dai social.
- La pagina pubblica cambia da sola quando sei in trasferta: dice dove sarai e in quali date.
Foto di copertina: Elexfedi — CC BY-SA 4.0



