Conti e margini

I sei numeri che dicono come va lo studio

Il fatturato non dice niente. Sei numeri, guardati una volta al mese, dicono tutto quello che serve per decidere.

6 minuti di lettura Aggiornata al 4 agosto 2026Omega Tattoo

In breve

  • Il fatturato è il numero meno informativo che esista: non dice quanto è costato ottenerlo.
  • La resa per ora di poltrona è il numero che cambia più decisioni.
  • L’imbuto delle richieste dice se il problema è la visibilità o la conversione.

Quasi tutti gli studi conoscono un numero solo: quanto hanno incassato. È anche il meno utile, perché non dice quante ore sono servite per ottenerlo, quanto è costato in materiale, quale artista lo ha prodotto e quante richieste sono state necessarie. Due mesi con lo stesso fatturato possono essere andati in modo opposto.

I numeri che servono davvero sono pochi, si leggono in dieci minuti una volta al mese e rispondono a domande concrete: dove sto perdendo tempo, quali lavori conviene fare, dove si ferma il flusso dei clienti, quale artista rende. Tutto il resto è statistica decorativa.

01I sei numeri

NumeroCosa diceCosa fare se è basso
Ore tatuate nel meseQuanto tempo hai davvero vendutoRecuperare tempo dalla gestione dei messaggi
Resa per ora di poltronaQuanto rende un’ora, materiale compresoRivedere tariffa, minimo studio e mix di lavori
Conversione delle richiesteQuante richieste diventano lavoriMigliorare filtro e velocità di risposta
Pezzi fermiProgetti aperti senza una dataContattarli: sono lavoro già venduto
Resa per artistaQuanto lascia allo studio ciascuno, per ora occupataRivedere modello di compenso o mix di lavori
Stili e zone più richiestiDove sta andando la tua domandaOrientare portfolio e comunicazione

Resa per ora di poltrona = (Incassato − Materiale − Quota artista) ÷ Ore di postazione occupate

È il numero più importante di tutti e quasi nessuno lo calcola. Un artista che fattura molto occupando due postazioni per giornate intere può rendere meno di uno che fattura la metà in un terzo del tempo.

02L’imbuto delle richieste

È il numero che dice dove si perde il lavoro, ed è l’unico che distingue un problema di visibilità da un problema di conversione. Sono due situazioni opposte con rimedi opposti, e senza il dato si finisce quasi sempre per curare quella sbagliata.

PassaggioRiferimento indicativoSe sei molto sotto
Richieste ricevute nel meseDipende dalla visibilitàProblema di visibilità: agire su Google e social
Richieste a cui hai rispostoDovrebbe essere il 100%Problema di organizzazione: le richieste si perdono
Preventivi mandati60–80% delle richiesteMolte richieste fuori target: serve un filtro migliore
Preventivi accettati30–50% dei preventiviProblema di prezzo, di tempi o di come sono presentati
Caparre incassate80–90% degli accettatiIl momento dell’incasso è troppo complicato
Sedute eseguite90%+ delle caparreProblema di disdette: rivedere caparra e promemoria
I riferimenti sono indicativi e cambiano molto da studio a studio: il valore sta nel confronto con i propri mesi precedenti, non con una media.

03Come guardarli senza perderci tempo

  1. 1

    Una volta al mese, sempre lo stesso giorno

    Dieci minuti. Guardarli ogni giorno non serve e produce reazioni a rumore statistico.

  2. 2

    Confronta con te stesso, non con altri

    Il confronto utile è con i tuoi ultimi sei mesi e con lo stesso mese dell’anno scorso.

  3. 3

    Guarda una cosa alla volta

    Se guardi sei numeri e ne vuoi migliorare sei, non ne migliori nessuno. Uno per trimestre.

  4. 4

    Scrivi la decisione presa

    Un numero senza una decisione è un numero inutile. Una riga: cosa cambio, e cosa mi aspetto.

  5. 5

    Verifica dopo tre mesi

    È il tempo minimo perché una modifica si veda. Prima è troppo presto per giudicare.

I numeri che non servono a niente

  • I follower sui social, se non li confronti con le richieste ricevute.
  • Il fatturato totale senza le ore che è costato.
  • Il numero di clienti, senza distinguere nuovi e ricorrenti.
  • Le visualizzazioni di un post, che non si traducono in nulla di misurabile.
  • La media dei prezzi, che nasconde due popolazioni molto diverse.
  • Qualunque numero che non porti a una decisione concreta.

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I numeri del mestiere, non di un negozio

  • Ore tatuate, resa oraria, imbuto delle richieste, pezzi fermi da riaprire, resa per artista e stili più richiesti.
  • Ore vere accanto a quelle preventivate, per correggere le stime sui dati.
  • Spese e materiale consumato accanto agli incassi: quanto resta, non solo quanto è entrato.
  • Confronto con i mesi precedenti e con lo stesso mese dell’anno prima.
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Foto di copertina: Jitze CouperusCC BY 2.0

Dubbi

Domande frequenti

Qual è il numero più importante per uno studio di tatuaggi?+

La resa per ora di poltrona: quanto resta allo studio, tolti materiale e quota dell’artista, per ogni ora di postazione occupata. È il numero che tiene insieme prezzo, costi e utilizzo dello spazio, ed è quello che cambia più decisioni — quali lavori accettare, se aprire una postazione, quale artista far crescere.

Quante richieste dovrebbero diventare lavori?+

Non esiste una percentuale giusta: dipende dal filtro in ingresso. Uno studio con un modulo dettagliato e prezzi pubblicati riceve meno richieste ma ne converte una quota molto più alta di uno che riceve ogni messaggio generico. Il dato utile non è il valore assoluto ma la sua variazione nel tempo, e soprattutto in quale passaggio si perde di più.

Ogni quanto guardare i numeri?+

Una volta al mese, lo stesso giorno, per dieci minuti. Guardarli più spesso porta a reagire a oscillazioni casuali; guardarli una volta l’anno significa accorgersi dei problemi quando sono diventati strutturali. Quello che conta è che ogni lettura si chiuda con una decisione scritta, altrimenti è tempo speso a guardare grafici.

Serve anche a chi lavora da solo?+

Sì, e forse di più: chi lavora da solo non ha nessuno con cui confrontarsi e tende a giudicare i mesi a sensazione, che è il modo meno affidabile che esista. Tre numeri bastano — ore tatuate, resa oraria e pezzi fermi — e dicono già quasi tutto quello che serve per decidere se alzare i prezzi o riempire l’agenda.

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