Organizzazione

Compensi degli artisti: percentuale, canone o misto

Il modello di compenso non è una percentuale: è l’elenco di cosa comprende. Due studi al sessanta per cento possono essere opposti.

6 minuti di lettura Aggiornata al 4 agosto 2026Omega Tattoo

In breve

  • Quello che conta non è la percentuale ma cosa copre: materiali, marketing, gestione, postazione.
  • Il canone della poltrona sposta il rischio sull’artista: funziona solo con clientela propria.
  • Il conto di fine mese va fatto sugli stessi dati per tutti, e va mostrato: è lì che nascono i litigi.

Nel momento in cui uno studio ha più di una persona che tatua, nasce una domanda che non si può rimandare: chi prende cosa. Le risposte in circolazione sono tre — percentuale, canone della poltrona, fisso — e vengono discusse quasi sempre come se fossero solo numeri diversi. Non lo sono: sono tre distribuzioni diverse del **rischio**, e la scelta sbagliata si paga nei mesi vuoti.

La seconda questione, sottovalutata quanto la prima, è la trasparenza del calcolo. Il conto di fine mese è la conversazione più delicata di uno studio: se i numeri arrivano da un foglio che vede una persona sola, prima o poi qualcuno penserà che siano sbagliati — a volte a ragione.

01I tre modelli e cosa comprendono

ModelloChi rischiaCosa copre di solito lo studioQuando funziona
Percentuale 60-70% all’artistaLo studioLocali, utenze, materiali, gestione, marketingArtista che si appoggia al flusso dello studio
Percentuale 70-80% all’artistaDivisoLocali e utenze; materiali a carico dell’artistaArtista con clientela propria
Canone della poltronaL’artistaSolo la postazione e gli spazi comuniArtista autonomo con agenda piena
Canone + percentuale ridottaDivisoPostazione, più servizi condivisiPassaggio graduale fra i due modelli
FissoLo studioTuttoTitolare o apprendista strutturato

La domanda da porre prima della percentuale è sempre la stessa: cosa comprende. Materiali di consumo, medicazioni consegnate al cliente, commissioni sui pagamenti, quota del software, marketing, pulizie, smaltimento dei rifiuti sanitari, sterilizzazione. Un sessanta per cento che comprende tutto è migliore di un settanta che lascia fuori i materiali.

Punto di indifferenza fra canone e percentuale = Canone mensile ÷ Quota che lo studio tratterrebbe in percentuale

Con un canone di 700 € e uno studio che tratterrebbe il 35%, il punto di indifferenza è a 2 000 € di incassato mensile: sotto conviene la percentuale, sopra il canone. È un conto che si fa in trenta secondi e che risolve la discussione con i numeri invece che con le opinioni.

02Cosa deve dire l’accordo

I punti che evitano i problemi

  • La percentuale o il canone, e su quale base si calcola (incassato o fatturato).
  • L’elenco preciso di cosa è a carico dello studio e cosa dell’artista.
  • Come si trattano le caparre trattenute su chi non si presenta.
  • Chi risponde dei ritocchi e a carico di chi vanno le ore relative.
  • Come si gestiscono i materiali particolari richiesti da un solo artista.
  • Cosa succede ai clienti dello studio se l’artista se ne va, e viceversa.
  • Le regole su orari, presenza, pulizia e uso degli spazi comuni.
  • Se e come l’artista può portare guest o apprendisti.
  • Il preavviso per interrompere il rapporto, da entrambe le parti.
  • Chi copre l’assicurazione professionale.

03Il conto di fine mese

È il momento in cui i modelli teorici incontrano la realtà, e la realtà è fatta di casi limite: la caparra di chi non si è presentato, il ritocco gratuito, la vendita di una crema al banco fatta da un artista, il lavoro cominciato da uno e finito da un altro, lo sconto concesso al cliente di chi.

  1. 1

    Definisci prima i casi limite

    Cinque righe scritte una volta valgono cento discussioni. Le caparre trattenute, in particolare, vanno regolate esplicitamente.

  2. 2

    Usa gli stessi dati per tutti

    Ore registrate, incassi registrati, sconti registrati. Un conto che dipende da cosa qualcuno si ricorda non è verificabile.

  3. 3

    Mostra il calcolo, non il risultato

    Un prospetto con ore, incassato, quota studio e netto elimina il novanta per cento dei sospetti.

  4. 4

    Paga a data fissa

    Il giorno del mese è un accordo come gli altri, e i pagamenti in ritardo distruggono i rapporti più delle percentuali basse.

  5. 5

    Rivedi i numeri una volta l’anno

    Un artista che è cresciuto e continua alla percentuale di quando è arrivato, prima o poi se ne va.

Con Omega

Il conto già fatto, per ciascuno

  • Percentuale, canone della poltrona, fisso o misto: il modello si imposta per artista, guest compresi.
  • Ore, incassato e quota dello studio calcolati sugli stessi dati per tutti.
  • Ogni artista ha la sua agenda, il suo link e la sua tariffa oraria.
  • La resa per ora di postazione, non solo il fatturato, per capire chi rende davvero.
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Foto di copertina: StrubblCC BY-SA 4.0

Dubbi

Domande frequenti

Quale percentuale è giusta per un tatuatore in uno studio?+

Le ripartizioni più diffuse in Italia vanno dal 60 al 70% all’artista quando lo studio copre locali, utenze, materiali e gestione, e salgono verso il 70-80% quando l’artista porta la propria clientela e si paga i materiali. Ma la percentuale da sola non dice niente: quello che la rende buona o cattiva è l’elenco di cosa comprende.

Meglio la poltrona in affitto o la percentuale?+

Dipende dal volume. Il punto di indifferenza si calcola dividendo il canone per la quota che lo studio tratterrebbe in percentuale: sopra quel volume di incassato conviene il canone, sotto conviene la percentuale. Il canone premia chi ha agenda piena e clientela propria; la percentuale protegge chi ha mesi variabili o dipende dal flusso dello studio.

Le caparre trattenute a chi vanno?+

È il caso limite che genera più discussioni e va deciso prima. Le soluzioni praticate sono tre: tutte allo studio (che ha perso lo slot), tutte all’artista (che ha perso la giornata) o divise con la stessa percentuale del lavoro. Nessuna è più corretta delle altre; quello che è sbagliato è non averlo scritto e discuterne il giorno in cui succede.

Come si evita che il conto di fine mese diventi un litigio?+

Mostrando il calcolo invece del risultato: ore, incassato per seduta, sconti, quota dello studio, netto. Se i numeri arrivano da dati registrati man mano e visibili a entrambi, il dubbio non nasce. Se arrivano da un foglio che vede una persona sola, prima o poi qualcuno penserà che siano sbagliati — e in un rapporto lungo basta una volta.

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