In breve
- Ogni stile ha una resa nel tempo diversa: il nero saturo regge, il fine line e l’acquerello no allo stesso modo.
- Il tempo di esecuzione varia più della difficoltà: un realistico e un old school della stessa misura non costano le stesse ore.
- Dichiarare due o tre stili invece di «faccio tutto» porta richieste migliori, non meno richieste.
Chi cerca «stili di tatuaggio» su Google trova elenchi scritti da chi non ha mai tenuto una macchinetta in mano: venti nomi, una foto ciascuno, nessuna informazione utile. Per chi tatua la domanda è un’altra, e ha tre parti: quanto ci metto, come sarà fra dieci anni, e quanto devo chiedere perché quelle ore siano pagate.
Questa pagina mette gli stili principali in fila su quei tre criteri. Non serve a decidere cosa ti piace — quello lo sai già — ma a rispondere in modo veloce e onesto alla richiesta che ti arriva stasera, e a smettere di scoprire in poltrona che quel pezzo richiedeva il doppio del tempo preventivato.
01Le famiglie che contano davvero
Gli stili sono decine, ma le famiglie tecniche sono poche. Quello che cambia il lavoro non è il soggetto: è come si costruisce il segno — linea piena, riempimento saturo, sfumatura, punto. Tutto il resto è vocabolario.
| Famiglia | Come si costruisce | Ore su un avambraccio medio | Come invecchia |
|---|---|---|---|
| Traditional / old school | Linea spessa, nero pieno, pochi colori saturi | 2–4 | Molto bene: è nato per questo |
| Neo traditional | Linea variabile, colore ricco, ombreggiature | 4–8 | Bene se il nero regge la struttura |
| Giapponese | Linea di contorno, riempimenti e sfondo di vento e onde | 6–12 a sezione | Ottimamente, ed è pensato per il corpo intero |
| Blackwork / ornamentale | Grandi campiture nere e geometrie | 4–10 | Il migliore, se la saturazione è vera |
| Realistico | Solo sfumature, niente linea di contorno | 6–14 | Perde contrasto: i mezzitoni si chiudono |
| Fine line / microrealismo | Aghi sottili, tratti leggeri, pochissimo nero | 1–4 | È lo stile che chiede più ritocchi |
| Dotwork / handpoke | Punti, con macchina o a mano | 3–10 | Bene, se la densità è sufficiente |
| Lettering | Costruzione tipografica, linea e nero | 1–3 | Bene, ma è lo stile che perdona meno gli errori |
02Perché due pezzi uguali costano ore diverse
Il preventivo si sbaglia quasi sempre per lo stesso motivo: si guarda la misura e non la densità di lavoro. Un teschio old school di dieci centimetri è una linea e tre campiture. Lo stesso teschio in realistico è un’ora di riferimenti, due passaggi di grigi e un rientro sui contrasti.
Ore stimate = (Superficie in dm² × Coefficiente dello stile) + Preparazione + Stencil
Coefficienti d’uso comune: old school 1, neo traditional 1,8, giapponese 2, blackwork 2,2 (il nero pieno è lento), realistico 3, fine line 0,8. Sono numeri da tarare sulle tue ore vere dopo dieci lavori: il valore non sta nel coefficiente iniziale, sta nel correggerlo.
- Il nero pieno è la cosa più lenta che esista: una campitura satura richiede due o tre passaggi, e il terzo si fa su pelle già stanca.
- Le sfumature chiare costano più delle scure: il grigio al dieci per cento va costruito, non depositato.
- Le zone morbide rallentano: costole, interno braccio e collo del piede impongono pause che rientrano nella seduta.
- Il colore su pelle rossa si rallenta da solo: se la pelle reagisce, si torna un’altra volta, e quella è una seduta in più.
- Coprire costa il doppio di disegnare: se sotto c’è un lavoro vecchio, il coefficiente raddoppia.
03Dichiarare due stili invece di tutti
La paura è ragionevole: se scrivo che faccio solo blackwork e giapponese, perdo le richieste di tutto il resto. In pratica succede il contrario, e per un motivo aritmetico: le richieste generiche hanno un tasso di conversione basso e un costo di gestione alto — sono quelle che chiedono un preventivo, spariscono, tornano dopo tre mesi. Le richieste su uno stile dichiarato arrivano già decise.
- 1
Guarda i tuoi ultimi cinquanta lavori
Non quelli che ti sono piaciuti: quelli che hai davvero fatto. Raggruppali per famiglia tecnica e conta.
- 2
Metti accanto le ore e l’incasso
Trovi quasi sempre uno stile che occupa molte ore e rende poco. È il candidato naturale da smettere di promuovere.
- 3
Scegli due stili principali e uno di servizio
I due su cui vuoi essere cercato, più quello che accetti volentieri quando l’agenda ha buchi (piccoli lavori, lettering, flash).
- 4
Riscrivi bio, sito e modulo delle richieste
La domanda «che stile vorresti» con le tue voci filtra più di qualunque testo promozionale.
- 5
Tieni un elenco di colleghi a cui mandare il resto
Rifiutare mandando a qualcuno è un servizio, e torna indietro: è così che nascono gli scambi di clienti fra studi.
Prima di accettare un lavoro fuori dal tuo stile
- So quante ore mi porta via davvero, non quante vorrei che me ne portasse.
- Il risultato è un pezzo che metterei nel portfolio.
- Il cliente ha visto lavori miei in quello stile, non solo altrui.
- Ho detto a voce come invecchierà, e l’ho scritto anche nel preventivo.
- Se dovesse servire un ritocco fuori garanzia, è chiaro da ora chi lo paga.
Con Omega
Come Omega Tattoo tiene insieme stile, ore e prezzo
- Ogni pezzo porta il suo stile: dopo pochi mesi sai quali stili ti riempiono l’agenda e quali ti mangiano ore.
- Ore preventivate e ore vere restano affiancate, così il coefficiente si corregge sui dati invece che a sensazione.
- Il modulo delle richieste chiede lo stile con le tue voci, e le richieste fuori target si riconoscono subito.
- Le statistiche mostrano la resa oraria per stile e per artista, non solo il fatturato totale.
Foto di copertina: Shixart1985 — CC BY 2.0



