In breve
- Le reazioni durante una risonanza sono rare e in genere lievi: calore o formicolio sulla zona.
- Il fattore più citato sono i pigmenti contenenti ossidi di ferro, tipici di alcuni neri e rossi.
- Il consenso informato deve menzionare l’interferenza, e il cliente deve segnalare il tatuaggio al radiologo.
È una delle voci che il consenso informato deve contenere e una delle poche che quasi nessuno sa spiegare. Le domande arrivano da due direzioni opposte: il cliente terrorizzato che ha letto qualcosa online, e quello che ha un esame fissato la settimana prossima e vuole sapere se deve dirlo a qualcuno.
La risposta breve è rassicurante: milioni di persone tatuate fanno risonanze ogni anno senza alcun problema, e le segnalazioni di reazioni sono rare e in genere lievi. La risposta completa è più utile, perché contiene le due cose che il cliente deve effettivamente fare.
01Cosa può succedere, e perché
Durante una risonanza magnetica il corpo è immerso in un campo magnetico intenso e in impulsi a radiofrequenza. Alcuni pigmenti da tatuaggio contengono tracce di ossidi di ferro e altri composti metallici — storicamente più presenti in certi neri e rossi — che in quelle condizioni possono, in casi rari, produrre un modesto riscaldamento locale o interferire con la qualità dell’immagine nella zona.
- Sensazione di calore o formicolio sulla zona tatuata durante l’esame: è l’evento più segnalato, quasi sempre transitorio.
- Arrossamento o gonfiore lieve, che si risolve spontaneamente.
- Artefatti nell’immagine: la zona tatuata può risultare meno leggibile, il che conta se l’esame riguarda proprio quell’area.
- Ustioni: descritte in letteratura ma estremamente rare, e associate in genere a tatuaggi molto estesi o a pigmenti particolari.
- Nessun effetto, che è di gran lunga l’esito più frequente.
02Cosa deve dire il consenso informato
Il consenso non deve spaventare né minimizzare: deve informare. Una formulazione che funziona contiene tre elementi — che il fenomeno esiste, che è raro e generalmente lieve, e che va segnalato al personale sanitario prima di un esame.
Gli elementi da includere
- Che alcuni pigmenti possono contenere composti metallici in tracce.
- Che durante una risonanza è possibile avvertire calore o formicolio sulla zona.
- Che sono descritti, seppur raramente, arrossamenti e in casi eccezionali ustioni.
- Che il tatuaggio può creare artefatti sull’immagine nella zona interessata.
- Che è necessario informare il radiologo della presenza di tatuaggi o trucco permanente.
- Che questo non costituisce una controindicazione all’esame, che resta una decisione medica.
03Le risposte pratiche da dare
| Domanda del cliente | Risposta breve |
|---|---|
| Ho una risonanza fra una settimana, posso tatuarmi? | Meglio dopo: un tatuaggio fresco è una ferita, e in ogni caso lo segnalerai al radiologo |
| Devo dirlo a qualcuno? | Sì, al personale che esegue l’esame, sempre, anche per il trucco permanente |
| Mi devo preoccupare? | No: gli episodi sono rari e lievi, e il personale sa come gestirli |
| Cosa faccio se sento calore durante l’esame? | Lo si comunica subito: c’è un citofono e l’esame si interrompe in qualunque momento |
| Posso fare la risonanza con un tatuaggio appena fatto? | È una valutazione del medico; la zona è comunque una ferita in guarigione |
| I miei inchiostri contengono ferro? | La composizione dichiarata è in etichetta e nella scheda tecnica; garanzie di assenza non se ne possono dare |
Vale la pena tenere le schede tecniche degli inchiostri archiviate e reperibili: sono documenti che il produttore fornisce e che, se un medico chiede cosa è stato usato, permettono di rispondere in modo puntuale invece che con un’approssimazione. È la stessa documentazione che serve in caso di reazione allergica, e va tenuta insieme ai lotti.
Con Omega
Documenti che si ritrovano
- I lotti usati su ogni seduta restano legati alla persona: alla domanda «cosa mi hai messo» c’è una risposta.
- Il passaporto degli inchiostri raccoglie marca, nome, lotto e scadenza dei colori di quella giornata.
- Il testo del consenso si congela alla firma, quindi si sa quale versione è stata sottoscritta.
- Quando il testo del consenso viene aggiornato, i moduli rimasti indietro vengono segnalati.
Foto di copertina: Alan Wilson from Stilton, Peterborough, Cambs, UK — CC BY-SA 2.0



