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Video in studio: cosa si può riprendere e cosa no

Il video è il formato che porta più persone nuove e che espone di più. Le due cose vanno insieme, e vanno gestite insieme.

6 minuti di lettura Aggiornata al 6 agosto 2026Omega Tattoo

In breve

  • Riprendere una persona richiede un consenso specifico, anche se il video mostra solo la pelle.
  • La postazione in ripresa deve essere in ordine: il video mostra l’igiene molto più di una foto.
  • I formati che funzionano sono tre, e nessuno richiede un montaggio complicato.

Il video ha cambiato la visibilità di questo mestiere: un contenuto ben fatto raggiunge in due giorni più persone di un anno di fotografie. Ma è anche il formato che espone di più, in due sensi — mostra come lavori a chiunque, comprese le autorità di controllo, e mostra clienti che non sempre hanno acconsentito.

Le due cose si gestiscono insieme, prima di premere registra: cosa si può inquadrare, cosa serve avere firmato, e come si mette la postazione perché quello che si vede sia quello che vuoi far vedere.

01Cosa serve avere firmato

Un video che riprende una persona — anche solo il suo braccio — è un trattamento di dati personali. Serve un consenso specifico, informato e documentato, e serve prima delle riprese, non dopo averle fatte e mentre si sta per pubblicare.

La liberatoria per i video

  • Che si tratta di riprese video, non solo di fotografie.
  • Se la persona sarà riconoscibile, e in che modo (volto, voce, segni particolari).
  • Se verrà registrata anche la voce.
  • Dove verrà pubblicato: social, sito, materiale promozionale, eventuali riutilizzi.
  • Per quanto tempo vale il consenso e come si revoca.
  • Che il rifiuto non cambia nulla nel trattamento né nel prezzo.
  • Firma e data, prima dell’inizio della seduta.

02Quello che il video mostra e la foto no

In una fotografia si inquadra il lavoro. In un video si vede tutto il contorno: i guanti, le barriere, come si apre una cartuccia, cosa c’è appoggiato sul piano, se la pellicola sulla macchinetta c’è o no. È una vetrina eccellente quando l’ordine c’è, ed è materiale che resta pubblico per sempre quando non c’è.

Prima di girare, guarda l’inquadratura

  • Guanti indossati e cambiati quando serve.
  • Barriere su macchinetta, clip cord, flacone di sprayer e lampada.
  • Piano di lavoro coperto e ordinato, senza oggetti personali.
  • Cartucce e materiale sterile aperti nell’inquadratura, non già pronti da chissà quando.
  • Contenitore per i taglienti visibile e chiuso correttamente.
  • Niente bevande, cibo o telefono sul piano di lavoro.
  • Niente clienti terzi nel campo.

03I tre formati che funzionano

FormatoCome si giraA cosa serve
Il lavoro che prende formaTreppiede fisso, riprese brevi durante la seduta, accelerateIl contenuto con più portata in assoluto
Prima e dopoDue inquadrature identiche, stessa luce e stessa distanzaConvince chi sta valutando un cover-up
La risposta a una domandaTrenta secondi in cui spieghi una cosa sola, guardando in cameraPorta persone che poi scrivono davvero
Preparazione della postazioneRipresa continua, senza montaggioCostruisce fiducia in chi ha paura
Presentazione dell’artistaUn minuto, poche parole, lavori sullo sfondoFa scegliere la persona, non lo studio
  1. 1

    Metti un treppiede fisso e dimenticalo

    Riprendere a mano durante una seduta è impraticabile. Un supporto fisso e cinque spezzoni bastano per qualunque contenuto.

  2. 2

    Registra sempre, monta ogni tanto

    Il materiale si accumula durante le sedute normali. Il montaggio si fa in un pomeriggio al mese, non ogni sera.

  3. 3

    Cura la luce, non il montaggio

    Una luce laterale costante vale più di qualunque effetto. La pelle inquadrata male non si recupera in fase di montaggio.

  4. 4

    Tieni le mani pulite, letteralmente

    Il telefono non si tocca con i guanti indossati durante il lavoro: o lo tocca qualcun altro, o si cambia guanto.

  5. 5

    Non pubblicare il volto senza necessità

    Il lavoro si racconta benissimo senza inquadrare la faccia, e riduce i problemi di consenso a monte.

Con Omega

Consensi separati, come devono essere

  • Liberatoria foto e video come modulo a sé, firmato e conservato con la sua scadenza.
  • Il testo del modulo si congela alla firma: si sa sempre a cosa la persona aveva acconsentito.
  • La revoca del consenso resta registrata con la sua data.
  • Le immagini restano legate al pezzo e alla persona: si trova subito cosa è pubblicabile.
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Foto di copertina: ESO/B. Tafreshi (twanight.org)CC BY 4.0

Dubbi

Domande frequenti

Serve un consenso per riprendere un cliente durante la seduta?+

Sì, e deve essere specifico per i video, distinto dalla liberatoria fotografica: le riprese possono includere voce, contesto e dettagli che una foto non contiene. Va raccolto prima di iniziare, deve indicare dove verrà pubblicato il materiale e deve essere revocabile. Vale anche quando si inquadra solo la pelle.

Posso toccare il telefono mentre tatuo?+

Non con i guanti che stai usando sul cliente: quei guanti hanno toccato pelle e sangue, e il telefono diventa una superficie contaminata che poi finisce ovunque. Le soluzioni pratiche sono un supporto fisso avviato prima di iniziare, una persona che gestisce le riprese, oppure il cambio di guanti a ogni interazione con il telefono.

Che video funziona meglio per uno studio?+

I lavori che prendono forma in accelerata portano la portata più alta; i video in cui si risponde a una domanda concreta portano meno visualizzazioni e molte più richieste vere. La combinazione che funziona meglio è alternare i due: i primi portano persone nuove sul profilo, i secondi le convincono a scrivere.

Cosa non va mai inquadrato?+

Altri clienti che non hanno acconsentito, documenti e moduli con dati personali, lo schermo del gestionale o dell’agenda, il registro dei consensi, e qualunque dettaglio che riveli l’identità di una persona diversa da quella che sta girando con te. Vale anche per riflessi in specchi e superfici, che sfuggono e finiscono online.

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