Come si fa

Il disegno approvato per iscritto: «non era questo»

«Non era questo» e «te l’avevo detto» sono le due frasi che rovinano più giornate. Entrambe nascono dallo stesso vuoto.

6 minuti di lettura Aggiornata al 9 agosto 2026Omega Tattoo

In breve

  • Ogni versione della bozza va numerata, e l’approvazione va legata alla versione precisa.
  • Le richieste di modifica devono restare attaccate all’immagine che le ha ricevute.
  • Un sì detto a voce e un sì cliccato dal cliente non hanno lo stesso valore: fingere che sia uguale non aiuta.

Le due discussioni peggiori di questo mestiere non riguardano il prezzo: riguardano il disegno. «Non era questo che avevo visto» e «te l’avevo detto che quel dettaglio andava cambiato». Nascono entrambe dallo stesso vuoto — nessuno sa più con precisione quale immagine il cliente aveva approvato e cosa aveva chiesto di modificare — e si presentano nel momento peggiore, con lo stencil già applicato o il lavoro già iniziato.

Il problema non è la malafede: è che una bozza mandata in chat viene modificata tre volte, ogni versione si sovrappone alle precedenti, i commenti si mescolano ad altre conversazioni e a distanza di tre settimane nessuno ricorda l’ordine dei fatti. È un problema di tracciabilità, e come tutti i problemi di tracciabilità ha una soluzione semplice.

01Numerare le versioni, sempre

La regola di base è che ogni immagine mandata al cliente è una versione, con un numero e una data. Non «il disegno»: la versione 1, la versione 2, la versione 3. Sembra pedante finché non serve, e serve una volta ogni venti lavori — che su un anno sono parecchie volte.

  1. 1

    Manda la bozza come versione 1

    Con la data. Da quel momento esiste un oggetto preciso di cui si sta parlando.

  2. 2

    Raccogli la risposta sulla stessa versione

    «Va bene» oppure l’elenco di cosa cambiare, agganciato all’immagine che l’ha ricevuto.

  3. 3

    La versione successiva nasce da quelle note

    La precedente non sparisce: diventa superata, e resta consultabile.

  4. 4

    L’approvazione finale è su una versione specifica

    Non «sul disegno»: sulla versione 3 del 14 marzo.

  5. 5

    Fotografa lo stencil applicato

    È l’ultimo passaggio: quello che finisce sulla pelle è quello, e va visto e accettato prima di iniziare.

02Il sì detto a voce

Molte approvazioni avvengono in studio, guardando insieme uno schermo, e questo è normale e giusto: la consulenza dal vivo vale più di qualunque scambio di messaggi. Il punto è cosa resta dopo. Un’approvazione dichiarata da chi tatua e un’approvazione data direttamente dal cliente sono due cose diverse, e trattarle come equivalenti non aiuta nessuno.

ModalitàCosa restaQuanto regge in una contestazione
Sì a voce, non annotatoNienteNulla: parola contro parola
Sì a voce, annotato da chi tatuaUna dichiarazione unilaterale con dataPoco, ma meglio di niente
Sì scritto in chatUn messaggio, se si ritrovaDiscreto, se è chiaro a cosa si riferisce
Sì dato dal cliente su una versione precisaUn’azione sua, con data e immagineSolido
Foto dello stencil applicato e accettatoL’immagine di ciò che sta per essere eseguitoMolto solido

03L’ultimo controllo, sulla pelle

L’approvazione del disegno risolve il «cosa»; lo stencil applicato risolve il «dove» e il «quanto grande», che sono le altre due fonti di malintesi. Sono cinque minuti che si recuperano dieci volte.

Prima di accendere la macchinetta

  • Il cliente ha visto lo stencil allo specchio, in piedi, nella posizione normale del corpo.
  • Ha controllato dimensione, inclinazione e posizione rispetto a punti di riferimento.
  • Se c’è un testo, l’ha letto ad alta voce lettera per lettera.
  • I nei e le cicatrici nella zona sono stati aggirati e la cosa è stata mostrata.
  • Hai scattato una foto dello stencil applicato.
  • Se qualcosa non convince, si sposta o si rifà: dopo non si può.

Con Omega

Versioni, note e approvazioni al loro posto

  • Ogni bozza mandata è una versione numerata: la precedente diventa superata, non sparisce.
  • Il «va bene» del cliente resta attaccato all’immagine esatta che l’ha ricevuto.
  • Le richieste di modifica arrivano dall’area del cliente e diventano le note della versione successiva.
  • Se il cliente risponde a voce puoi segnarlo tu, e il gestionale scrive che l’hai dichiarato tu.
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Foto di copertina: Alan Wilson from Stilton, Peterborough, Cambs, UKCC BY-SA 2.0

Dubbi

Domande frequenti

Quante modifiche al disegno vanno comprese nel prezzo?+

Due revisioni comprese e le successive quotate a parte è una formula chiara e accettata senza problemi, purché sia dichiarata all’inizio. Il punto non è essere rigidi: è che quattro rifacimenti completi valgono ore di lavoro non pagate, e senza una regola dichiarata quelle ore non si recuperano mai.

Come mi tutelo se un cliente dice «non era questo»?+

Con tre elementi: la versione approvata, con la sua data; le richieste di modifica agganciate all’immagine che le ha ricevute; la foto dello stencil applicato prima dell’esecuzione. Con questi tre, la discussione non si apre nemmeno. Senza, è parola contro parola in una situazione in cui il tatuaggio è già sulla pelle.

Il cliente può approvare a voce?+

Certo, ed è quello che succede più spesso. È bene però che resti scritto che l’approvazione è stata dichiarata da te e non data direttamente dal cliente: sono due cose con un peso diverso, e mantenere la distinzione rende affidabile tutto il resto della documentazione. In studio, la foto dello stencil accettato è comunque la prova più forte.

Serve anche per i lavori piccoli?+

Per un flash già disegnato no, perché non c’è nulla da approvare: si sceglie da un catalogo. Serve per qualunque disegno fatto su richiesta, indipendentemente dalla dimensione — anzi, i malintesi sui lavori piccoli sono frequenti proprio perché si tende a gestirli con leggerezza, con due messaggi e nessuna versione.

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