In breve
- Ogni versione della bozza va numerata, e l’approvazione va legata alla versione precisa.
- Le richieste di modifica devono restare attaccate all’immagine che le ha ricevute.
- Un sì detto a voce e un sì cliccato dal cliente non hanno lo stesso valore: fingere che sia uguale non aiuta.
Le due discussioni peggiori di questo mestiere non riguardano il prezzo: riguardano il disegno. «Non era questo che avevo visto» e «te l’avevo detto che quel dettaglio andava cambiato». Nascono entrambe dallo stesso vuoto — nessuno sa più con precisione quale immagine il cliente aveva approvato e cosa aveva chiesto di modificare — e si presentano nel momento peggiore, con lo stencil già applicato o il lavoro già iniziato.
Il problema non è la malafede: è che una bozza mandata in chat viene modificata tre volte, ogni versione si sovrappone alle precedenti, i commenti si mescolano ad altre conversazioni e a distanza di tre settimane nessuno ricorda l’ordine dei fatti. È un problema di tracciabilità, e come tutti i problemi di tracciabilità ha una soluzione semplice.
01Numerare le versioni, sempre
La regola di base è che ogni immagine mandata al cliente è una versione, con un numero e una data. Non «il disegno»: la versione 1, la versione 2, la versione 3. Sembra pedante finché non serve, e serve una volta ogni venti lavori — che su un anno sono parecchie volte.
- 1
Manda la bozza come versione 1
Con la data. Da quel momento esiste un oggetto preciso di cui si sta parlando.
- 2
Raccogli la risposta sulla stessa versione
«Va bene» oppure l’elenco di cosa cambiare, agganciato all’immagine che l’ha ricevuto.
- 3
La versione successiva nasce da quelle note
La precedente non sparisce: diventa superata, e resta consultabile.
- 4
L’approvazione finale è su una versione specifica
Non «sul disegno»: sulla versione 3 del 14 marzo.
- 5
Fotografa lo stencil applicato
È l’ultimo passaggio: quello che finisce sulla pelle è quello, e va visto e accettato prima di iniziare.
02Il sì detto a voce
Molte approvazioni avvengono in studio, guardando insieme uno schermo, e questo è normale e giusto: la consulenza dal vivo vale più di qualunque scambio di messaggi. Il punto è cosa resta dopo. Un’approvazione dichiarata da chi tatua e un’approvazione data direttamente dal cliente sono due cose diverse, e trattarle come equivalenti non aiuta nessuno.
| Modalità | Cosa resta | Quanto regge in una contestazione |
|---|---|---|
| Sì a voce, non annotato | Niente | Nulla: parola contro parola |
| Sì a voce, annotato da chi tatua | Una dichiarazione unilaterale con data | Poco, ma meglio di niente |
| Sì scritto in chat | Un messaggio, se si ritrova | Discreto, se è chiaro a cosa si riferisce |
| Sì dato dal cliente su una versione precisa | Un’azione sua, con data e immagine | Solido |
| Foto dello stencil applicato e accettato | L’immagine di ciò che sta per essere eseguito | Molto solido |
03L’ultimo controllo, sulla pelle
L’approvazione del disegno risolve il «cosa»; lo stencil applicato risolve il «dove» e il «quanto grande», che sono le altre due fonti di malintesi. Sono cinque minuti che si recuperano dieci volte.
Prima di accendere la macchinetta
- Il cliente ha visto lo stencil allo specchio, in piedi, nella posizione normale del corpo.
- Ha controllato dimensione, inclinazione e posizione rispetto a punti di riferimento.
- Se c’è un testo, l’ha letto ad alta voce lettera per lettera.
- I nei e le cicatrici nella zona sono stati aggirati e la cosa è stata mostrata.
- Hai scattato una foto dello stencil applicato.
- Se qualcosa non convince, si sposta o si rifà: dopo non si può.
Con Omega
Versioni, note e approvazioni al loro posto
- Ogni bozza mandata è una versione numerata: la precedente diventa superata, non sparisce.
- Il «va bene» del cliente resta attaccato all’immagine esatta che l’ha ricevuto.
- Le richieste di modifica arrivano dall’area del cliente e diventano le note della versione successiva.
- Se il cliente risponde a voce puoi segnarlo tu, e il gestionale scrive che l’hai dichiarato tu.
Foto di copertina: Alan Wilson from Stilton, Peterborough, Cambs, UK — CC BY-SA 2.0



