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La scheda dello studio su Google: cosa cambia davvero

È gratis, richiede un pomeriggio e nella ricerca locale conta più del sito. Ed è compilata a metà in nove studi su dieci.

6 minuti di lettura Aggiornata al 10 agosto 2026Omega Tattoo

In breve

  • La categoria principale e le foto sono le due voci che spostano di più i risultati.
  • Gli orari sbagliati e i numeri non risposti sono il modo più veloce per perdere contatti.
  • Le domande e risposte pubbliche si possono scrivere da soli: è spazio gratuito e nessuno lo usa.

Quando qualcuno cerca «studio di tatuaggi» dal telefono, la prima cosa che vede non è un sito: è la mappa con tre schede. Quelle tre posizioni valgono più di qualunque altra cosa nella ricerca locale, si conquistano con un lavoro gratuito e la maggior parte degli studi le lascia sul tavolo perché ha compilato la scheda a metà nel 2019 e non l’ha più toccata.

Non c’è niente di complicato: è una pagina di campi da riempire bene e da tenere aggiornata. La differenza fra una scheda compilata al trenta per cento e una completa è visibile in poche settimane.

01I campi che contano, in ordine di peso

  1. 1Categoria principale: «Studio di tatuaggi». È il campo con più peso in assoluto. Le categorie secondarie possono includere piercing e trucco permanente se li fai davvero.
  2. 2Nome esatto: quello reale dell’attività. Aggiungere parole chiave nel nome («Nero Ink Tattoo Milano Blackwork») è contrario alle regole e può costare la sospensione.
  3. 3Indirizzo e area servita: preciso, con il segnaposto sistemato a mano sulla porta giusta.
  4. 4Orari: veri, con le chiusure straordinarie inserite. Un cliente che trova chiuso lascia una recensione negativa.
  5. 5Telefono: uno a cui risponde qualcuno. Se preferisci i messaggi, dillo nella descrizione.
  6. 6Foto: le più importanti dopo la categoria. Studio, postazioni, esterno con insegna, lavori. Almeno venti, aggiunte con regolarità.
  7. 7Descrizione: cosa fate, quali stili, cosa vi distingue. Scritta per una persona, non per un motore di ricerca.
  8. 8Link: al modulo delle richieste, non alla home generica.
  9. 9Attributi: accessibilità, pagamenti accettati, appuntamento richiesto.

02Le foto: quali servono davvero

Tipo di fotoA cosa serveQuante
Esterno con insegnaFarsi riconoscere all’arrivo2–3
Ingresso e sala d’attesaRassicurare chi non è mai entrato in uno studio2–3
Postazioni di lavoroMostrare l’ordine e la pulizia: è ciò che chi ha timore guarda3–4
Zona sterilizzazioneNessuno la mostra, e comunica competenza1–2
Lavori guaritiPortfolio: sono le foto più guardate10+
Gli artisti al lavoroMettere una faccia sul nome3–5
Interni in orario di aperturaFar capire l’atmosfera2–3

Le foto che raccontano l’igiene sono quelle che nessuno pubblica e che hanno l’effetto più forte su chi non si è mai tatuato: una postazione barrierata, un’autoclave, un pacchetto sterile aperto sul momento. È la risposta visiva alla paura più diffusa, e non richiede nessuna spiegazione.

03Tenerla viva, non solo compilata

  1. 1

    Scrivi tu le domande e risposte

    La sezione delle domande frequenti è pubblica e si può popolare da soli: prezzi, minori, caparra, come prenotare. È spazio gratuito che quasi nessuno usa.

  2. 2

    Pubblica gli aggiornamenti

    Guest in arrivo, giornate di flash, chiusure. Sono brevi, compaiono nella scheda e mostrano che l’attività è viva.

  3. 3

    Rispondi a tutte le recensioni

    Anche a quelle da cinque stelle, con una riga. Le schede con risposte danno un’impressione diversa a chi legge.

  4. 4

    Aggiungi foto ogni mese

    Poche e regolari, non cinquanta in un giorno e poi il nulla per due anni.

  5. 5

    Controlla le modifiche suggerite

    Chiunque può proporre correzioni a orari e informazioni: capita di trovarsi con dati cambiati da estranei.

Il controllo trimestrale, in dieci minuti

  • Gli orari sono corretti, comprese le chiusure previste.
  • Il numero di telefono funziona e qualcuno risponde.
  • Il link porta al modulo delle richieste e non a una pagina rotta.
  • Non ci sono modifiche suggerite da terzi in sospeso.
  • Ci sono foto nuove degli ultimi tre mesi.
  • Tutte le recensioni hanno una risposta.
  • La descrizione riflette gli stili che fai adesso, non quelli di tre anni fa.

Con Omega

Quello che alimenta la scheda

  • La liberatoria per le foto è un modulo a sé, firmato e conservato con la sua scadenza.
  • Le foto dei lavori restano legate al pezzo e alla persona: si trova subito cosa si può pubblicare.
  • Guest e giornate di flash hanno le loro date, e la locandina si genera dallo studio.
  • Il link della pagina pubblica è uno solo, e non cambia quando cambi qualcosa dentro.
Tutte le guide di Omega Tattoo

Foto di copertina: John.KarakatsanisCC BY-SA 2.0

Dubbi

Domande frequenti

La scheda Google è gratuita?+

Sì, rivendicarla e gestirla non costa nulla. È il canale con il miglior rapporto fra risultato e costo per uno studio con una sede fisica, e paradossalmente è quello curato peggio: nella maggior parte dei casi la scheda esiste, è stata creata in automatico o da qualcuno anni fa, ed è compilata a metà.

Posso mettere il nome dello studio con delle parole chiave dentro?+

No: il nome deve corrispondere a quello reale dell’attività, e aggiungere parole come «tatuaggi Milano blackwork» è contrario alle regole della piattaforma. Nella pratica funziona per un po’ e poi viene segnalato — spesso da un concorrente — con conseguenze che vanno dalla correzione forzata alla sospensione della scheda.

Che succede se lavoro senza una sede aperta al pubblico?+

Si può creare una scheda indicando un’area servita invece di un indirizzo visibile, ma le regole su come rappresentare l’attività vanno rispettate: indicare come sede aperta al pubblico un domicilio privato porta a sospensioni. Se ricevi solo su appuntamento in uno spazio reale, quella è comunque una sede e va indicata come tale, con l’attributo che segnala l’appuntamento necessario.

Quante foto servono?+

Almeno venti per partire, aggiunte poi con regolarità: poche al mese valgono più di un caricamento massiccio una volta l’anno. Contano più le foto reali dello studio — esterno, postazioni, zona di sterilizzazione — che le sole gallerie di lavori, perché rispondono alla domanda che si fa chi non è mai entrato: com’è questo posto.

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