Clienti e incassi

Incassare: contanti, POS, link di pagamento e rate

La caparra si chiede quando il cliente non è in studio. È lì che il metodo di incasso smette di essere un dettaglio.

6 minuti di lettura Aggiornata al 4 agosto 2026Omega Tattoo

In breve

  • La caparra si versa quando il cliente accetta il preventivo, spesso settimane prima della seduta.
  • Un link di pagamento risolve l’incasso a distanza meglio del bonifico, che nessuno verifica in tempo.
  • Ogni incasso, comunque arrivi, deve finire nello stesso registro: è l’unica cosa che rende leggibile il mese.

In uno studio il denaro entra in modi che non hanno niente a che vedere con un negozio: una caparra versata a marzo per una seduta di settembre, un saldo a fine giornata, un acconto parziale su una manica, la vendita di una crema al banco, un buono regalo comprato da qualcun altro. Tenerli tutti in testa è impossibile, e tenerli in un foglio è quello che fanno quasi tutti.

Le decisioni pratiche sono poche: quali strumenti accettare, come incassare a distanza, se offrire il pagamento a rate, e come far confluire tutto in un unico registro leggibile.

01Gli strumenti, con i loro costi veri

StrumentoCosto tipicoQuando conviene
ContantiZero, ma con limiti di legge sull’uso del contanteSaldi in studio di importo contenuto
POS fisicoCanone + commissione per transazioneSaldo a fine seduta: è lo standard
BonificoZero per teImporti alti, ma la verifica è manuale e lenta
Link di pagamentoCommissione per transazioneCaparre a distanza: il caso più frequente
Wallet (Apple Pay, Google Pay)Come il POSComodo, nessuna differenza pratica per te
Pagamento a rate (es. Klarna)Commissione più alta, incassi subitoProgetti importanti, incasso immediato

02Incassare la caparra a distanza

È il momento decisivo di tutto il percorso: il cliente ha accettato il preventivo, è convinto, e la caparra deve arrivare adesso. Ogni ora di attesa abbassa la probabilità che arrivi, e ogni passaggio in più — «ti mando l’IBAN», «hai fatto?», «controllo domani» — ne aggiunge.

  1. 1

    Manda il preventivo con la cifra della caparra già indicata

    Non «serve una caparra» ma «la caparra è di 80 €»: la trattativa finisce prima di cominciare.

  2. 2

    Allega il link di pagamento nello stesso messaggio

    Chi accetta paga nello stesso minuto. Chi deve fare un bonifico paga, forse, fra tre giorni.

  3. 3

    Blocca la data solo a incasso avvenuto

    È la regola che va detta chiaramente: la data si tiene quando la caparra è arrivata, non quando è stata promessa.

  4. 4

    Registra l’incasso subito

    Con il suo documento fiscale, se lo emetti. Una caparra non registrata è la voce che a fine anno non torna mai.

  5. 5

    Scala la caparra a saldo

    Il residuo deve essere sempre visibile, per te e per il cliente: è la domanda che arriva più spesso in chat.

03Il pagamento a rate: quando ha senso

I servizi di pagamento dilazionato sono diventati normali anche per importi medi, e su un progetto da tremila euro possono essere la differenza fra un sì e un rinvio a data da destinarsi. Il meccanismo è semplice: il cliente paga a rate al fornitore del servizio, tu incassi l’intero importo subito al netto di una commissione.

  • Il rischio di credito non è tuo: incassi subito e non insegui nessuno.
  • La commissione è più alta di un POS: va considerata sui progetti grandi, dove incide meno in percentuale sul valore.
  • Non è un finanziamento che concedi tu: il rapporto di credito è fra il cliente e il fornitore del servizio.
  • Va detto in modo chiaro sul preventivo, con la commissione a tuo carico o esplicitamente ribaltata.
  • Non sostituisce la caparra: sono due cose diverse, e una manica pagata a rate ha comunque bisogno di un vincolo sulle date.

Prima di attivare qualunque strumento di incasso

  • Il conto è intestato allo studio, non a una persona qualsiasi.
  • Le commissioni sono note e messe a bilancio fra i costi.
  • Ogni incasso confluisce nello stesso registro, indipendentemente dal canale.
  • Il documento fiscale, se dovuto, viene emesso al momento giusto.
  • Le caparre sono distinguibili dai saldi nei report.
  • Chi lavora in studio sa cosa fare in ognuno dei casi.

Con Omega

Un registro solo, comunque entri il denaro

  • Link di pagamento generato dalla scheda del pezzo: carta, wallet o rate con Klarna, con il tuo conto Stripe.
  • Caparre, saldi e vendite al banco in un unico registro incassi, non in una cassa a griglia.
  • Scontrino telematico e fattura elettronica al SDI, senza plugin.
  • Omega non apre conti al posto tuo, non tocca il denaro e non trattiene percentuali sulle prenotazioni.
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Foto di copertina: Ayorinde OgundeleCC BY-SA 4.0

Dubbi

Domande frequenti

Come si incassa la caparra se il cliente non è in studio?+

Con un link di pagamento mandato nello stesso messaggio del preventivo: il cliente paga con carta o wallet nell’istante in cui accetta, e la data si blocca subito. Il bonifico funziona in teoria e male in pratica, perché richiede giorni e una verifica manuale proprio nel momento in cui la decisione del cliente è più fresca.

Quanto deve essere la caparra per un tatuaggio?+

Le prassi più diffuse sono il venti-trenta per cento del preventivo oppure una cifra fissa pari a circa un’ora di lavoro. Sui progetti lunghi conviene la percentuale, sui lavori brevi la cifra fissa. La cosa più importante non è l’importo ma che sia uguale per tutti e comunicato prima, insieme alle regole su disdette e mancate presentazioni.

Conviene offrire il pagamento a rate?+

Sui progetti importanti sì: il cliente rateizza, tu incassi subito al netto di una commissione e non ti assumi alcun rischio di credito. Su lavori piccoli la commissione incide troppo e non serve. Va comunque tenuto distinto dalla caparra, che ha una funzione diversa: vincolare la data, non finanziare il lavoro.

Le caparre vanno registrate come incasso?+

Sì, nel momento in cui arrivano, e con l’eventuale documento fiscale dovuto: sono denaro entrato. Vanno però tenute distinguibili dai saldi, perché corrispondono a lavoro non ancora eseguito. È esattamente la stessa logica dei buoni regalo, e la ragione per cui il fatturato di un mese pieno di caparre non è il guadagno di quel mese.

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