In breve
- Chi affitta una postazione è un’impresa autonoma: deve avere abilitazione, partita IVA e assicurazione proprie.
- La responsabilità igienico-sanitaria dei locali resta di chi gestisce lo studio, anche per il lavoro degli ospiti.
- Ogni artista documenta i propri clienti: consensi e schede seguono chi esegue, non lo studio.
Quasi nessuno studio è fatto da una persona sola. Ci sono i resident, che lavorano stabilmente; ci sono gli ospiti che passano per una settimana; c’è chi affitta la postazione e porta la propria clientela. Sono tre situazioni diverse che vengono spesso gestite con lo stesso accordo verbale, e funzionano finché non succede niente.
Il punto delicato è che nel tatuaggio le conseguenze arrivano in ritardo: un’infezione si manifesta dopo giorni, una reazione a un pigmento dopo settimane, una contestazione dopo mesi. Quando arriva, la domanda è chi risponde di che cosa — e se non è stata decisa prima, la risposta la darà qualcun altro.
01Le tre formule, e come si distinguono
| Postazione in affitto | Resident | Guest | |
|---|---|---|---|
| Durata | Continuativa | Continuativa | Pochi giorni o settimane |
| Clientela | Propria | Mista, spesso dello studio | Propria, più richieste locali |
| Chi fissa i prezzi | L’artista | Di norma lo studio | L’artista |
| Corrispettivo | Canone allo studio | Percentuale o retribuzione | Quota concordata per il periodo |
| Chi incassa dal cliente | L’artista | Lo studio | Da definire per iscritto |
| Rischio d’impresa | Dell’artista | Dello studio | Dell’artista |
02Cosa deve avere chi lavora nel tuo studio
Da verificare prima di far tatuare qualcuno nelle tue mura
- Attestato di formazione riconosciuto e, dove prevista, registrazione presso l’ASL.
- Partita IVA e iscrizioni, se opera come autonomo.
- Polizza di responsabilità civile propria, con copertura valida per le sedute nel tuo studio.
- Conoscenza e accettazione scritta delle procedure igienico-sanitarie dello studio.
- Inchiostri conformi al regolamento europeo, con le dichiarazioni del fornitore.
- Modulistica propria: consenso informato, anamnesi, aftercare.
- Per gli stranieri in guest, la verifica dei titoli e della posizione: è il caso più delicato e va istruito con anticipo.
03Le regole di casa che evitano i problemi
- 1
Metti per iscritto chi documenta cosa
Consensi, anamnesi e foto dei clienti di un ospite sono suoi: li raccoglie lui, li conserva lui, ed è lui il titolare del trattamento di quei dati. Va scritto, anche per la privacy.
- 2
Definisci il corrispettivo e quando si paga
Canone o quota per il periodo, con scadenza. Gli accordi a percentuale sull’incassato vanno valutati con attenzione per l’inquadramento.
- 3
Stabilisci chi incassa dal cliente
È il punto che genera più confusione nei guest spot. Chi emette il documento fiscale al cliente deve essere chiaro prima dell’arrivo dell’ospite.
- 4
Assegna la gestione dei rifiuti e della sterilizzazione
Di norma restano in capo allo studio, che ne risponde: gli ospiti seguono la procedura, non ne creano una propria.
- 5
Fissa la regola dell’aftercare e dei ritocchi
Chi segue la guarigione di un lavoro fatto da un ospite che è ripartito? È la domanda che si presenta sempre, e va risolta prima.
- 6
Concorda la comunicazione
Foto pubblicabili, tag, annuncio delle date. Un guest è anche un investimento di visibilità per entrambi.
Canone sostenibile ≈ Ricavo atteso dell’artista nel periodo × 25–35%
Sopra quella soglia l’artista lavora per pagare la postazione; sotto, lo studio cede uno spazio che potrebbe usare meglio. Per i guest la quota si negozia sul periodo, non sul singolo lavoro.
Con Omega
Più artisti, dati che non si mescolano
- Agenda e clienti separati per artista, sotto lo stesso studio.
- Consensi e schede collegati a chi ha eseguito il lavoro.
- Incassi e canoni attribuiti correttamente, periodo per periodo.
- Procedure e registri dello studio uguali per tutti, ospiti compresi.



