Conti e margini

Quanto guadagna un tatuatore: i numeri, senza favole

Fra la tariffa oraria e quello che resta in tasca c’è un percorso in quattro tappe. Farlo per iscritto una volta evita dieci anni di sensazioni sbagliate.

6 minuti di lettura Aggiornata al 10 agosto 2026Omega Tattoo

In breve

  • Il guadagno dipende da tre numeri: ore fatturate, tariffa e quota che resta dopo studio e tasse.
  • Chi affitta la poltrona ha incassi lordi più alti e rischi più alti: sono due mestieri diversi.
  • Il titolare guadagna sulla differenza fra quello che entra e quello che esce, non sulle proprie ore.

È la domanda che si fa chi sta per iniziare e quella che si rifà chi sta pensando di aprire. Le risposte che circolano sono inutili in entrambe le direzioni: da un lato le cifre da sogno di chi mostra solo l’incassato di una giornata buona, dall’altro il pessimismo di chi conta solo i mesi vuoti.

Il conto vero è noioso e si fa in quattro passaggi: quante ore fatturi, a quanto le vendi, quanto ne resta dopo la quota dello studio, quanto ne resta dopo le imposte. Ogni configurazione — dipendente, percentuale, poltrona in affitto, titolare — cambia solo il terzo passaggio.

01Le quattro tappe, con i numeri

Netto annuo = Ore fatturate × Tariffa oraria × Quota che ti resta × (1 − Aliquota effettiva)

Quattro moltiplicazioni. Chi sogna guarda solo le prime due, chi si spaventa guarda solo le ultime due. Il mestiere sta nel migliorarle tutte e quattro insieme.

ConfigurazioneOre fatturateTariffaQuota che restaLordo indicativo
Inizio percorso, part time40060 €60%≈ 14 400 €
Artista in percentuale, tempo pieno85090 €65%≈ 49 700 €
Artista affermato in percentuale900130 €70%≈ 81 900 €
Poltrona in affitto (canone 700 €/mese)850100 €100% − 8 400 €≈ 76 600 €
Titolare che tatua, studio con 2 artisti700110 €proprie ore + margine sugli altrivariabile
Cifre lorde prima delle imposte e prima dei costi personali. Servono a mostrare come si muovono le leve, non a promettere risultati.

02Le quattro configurazioni, con i loro rischi

ConfigurazioneChi porta i clientiChi sostiene i costiRischio principale
Dipendente o collaboratoreLo studioLo studioGuadagno più basso, poca autonomia
Percentuale (60-70% all’artista)EntrambiLo studioDipendenza dal flusso dello studio
Poltrona in affittoL’artistaL’artista (canone fisso)Il canone si paga anche a gennaio vuoto
TitolareLo studioIl titolareCosti fissi alti, guadagno dipende da tutti

La differenza pratica fra percentuale e poltrona in affitto è tutta nel rischio: in percentuale un mese vuoto costa un mancato guadagno, con la poltrona in affitto costa il canone. Chi ha una clientela propria e continuativa guadagna di più con il canone; chi dipende dal passaggio dello studio guadagna di più — e dorme meglio — in percentuale.

03Su quale leva conviene agire

  1. 1Ore fatturate: è la leva con il rendimento più alto e la meno usata. Recuperare due ore a settimana dalla gestione dei messaggi vale circa cento ore l’anno.
  2. 2Tariffa: un aumento del dieci per cento sulle ore già vendute non ha costi aggiuntivi. È l’intervento più immediato, e quello che spaventa di più.
  3. 3Quota che resta: cambiare configurazione — dalla percentuale alla poltrona, o viceversa — sposta molto, ma solo se il flusso di clienti lo giustifica.
  4. 4Fiscalità: si ottimizza con un commercialista, non da soli. Il regime forfettario ha soglie e condizioni che vanno verificate anno per anno.
  5. 5Vendite che non consumano poltrona: aftercare, gioielli, buoni regalo, flash. Sono margine che non toglie ore al lavoro.

I numeri da conoscere a memoria

  • Quante ore ho davvero tatuato il mese scorso.
  • Quanto ho incassato per ora tatuata, non per ora di apertura.
  • Quanto costa un mese di studio, comprese le voci che non passano dalla banca.
  • Qual è il mio punto di pareggio mensile in ore.
  • Quanto pesano i lavori sotto il minimo studio sul totale delle ore.
  • Quale artista, se ce ne sono più di uno, rende di più per ora e non per fatturato.

Con Omega

Il conto di fine mese, già fatto

  • Compensi di ogni artista calcolati da soli: percentuale, canone della poltrona, fisso o misto.
  • Ore, incassato e quota dello studio per ciascuno, guest compresi.
  • Resa oraria per artista, che è un numero diverso dal fatturato e più utile.
  • Spese e incassi affiancati, per vedere quanto resta e non solo quanto è entrato.
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Foto di copertina: Tony AlterCC BY 2.0

Dubbi

Domande frequenti

Quanto guadagna un tatuatore all’inizio?+

Nei primi due anni si fattura poco perché mancano ore, non perché manchi la tariffa: si lavora part time, si disegna molto e si tatua poco. Ordini di grandezza realistici sono fra i 10 000 e i 20 000 € lordi annui. È una fase da attraversare, e il modo per accorciarla è aumentare le ore vendute — anche a tariffa bassa — non alzare i prezzi troppo presto.

Conviene di più la percentuale o la poltrona in affitto?+

Dipende da quanti clienti porti tu. Con un flusso proprio continuativo il canone fisso conviene, perché tutto quello che incassi oltre il canone è tuo. Se dipendi dal passaggio dello studio, la percentuale è più sicura: un mese vuoto costa un mancato guadagno invece di un esborso. Il punto di indifferenza si calcola in due minuti conoscendo il canone e la propria media mensile.

Quanto tiene lo studio in percentuale?+

Le ripartizioni più diffuse in Italia stanno fra il 60 e il 70% all’artista, con lo studio che copre locali, utenze, materiali di consumo, gestione e talvolta il marketing. Le percentuali più alte all’artista di solito corrispondono a chi porta la propria clientela e si paga parte dei materiali. Quello che conta più della percentuale è cosa comprende: due studi al 60% possono essere molto diversi.

Aprire uno studio fa guadagnare di più?+

Cambia la natura del guadagno: si smette di essere pagati per le proprie ore e si comincia a guadagnare sulla differenza fra entrate e uscite, sostenendo costi fissi che ci sono anche nei mesi vuoti. Con due o tre artisti produttivi il risultato può superare di molto quello di un artista in percentuale; con una postazione vuota per sei mesi si guadagna meno di prima e si dorme peggio.

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