In breve
- Il momento migliore per chiedere è a guarigione avvenuta, non subito dopo la seduta.
- Nella risposta a una recensione non si possono rivelare dati del cliente né dettagli sanitari.
- Una risposta calma a una critica convince più di dieci recensioni entusiaste.
Le recensioni valgono due volte: pesano nella ricerca locale e sono la prima cosa che legge chi ti sta valutando. In un mestiere in cui il cliente affida a uno sconosciuto qualcosa di permanente sul proprio corpo, il giudizio di altre persone conta più che in qualunque altro settore.
Eppure quasi nessuno le chiede, e chi le chiede lo fa nel momento sbagliato. Poi arriva la prima recensione negativa e si risponde di pancia, che è l’unico modo per trasformare un problema piccolo in un problema permanente.
01Quando e come chiederle
Il momento sbagliato è subito dopo la seduta: la persona è stanca, il lavoro è coperto da una medicazione e non ha ancora idea di come guarirà. Il momento giusto è a guarigione avvenuta, fra le tre e le sei settimane, quando il tatuaggio ha il suo aspetto definitivo e l’entusiasmo è tornato.
- 1
Aspetta la guarigione
Tre-quattro settimane. È anche il momento in cui chiedi la foto guarita, quindi il contatto avviene comunque.
- 2
Chiedi a voce o in un messaggio personale
Non un invio massivo. Una riga scritta a quella persona funziona dieci volte tanto.
- 3
Manda il link diretto
Chi deve cercare lo studio sulla mappa e trovare il pulsante non lo farà. Il link che apre direttamente il modulo sì.
- 4
Non suggerire cosa scrivere
Le recensioni tutte uguali si riconoscono, e la piattaforma pure. Basta chiedere di raccontare com’è andata.
- 5
Non offrire nulla in cambio
Sconti o regali per una recensione sono contrari alle regole delle piattaforme e possono far rimuovere tutte le recensioni raccolte così.
02Rispondere a una recensione negativa
La risposta non è per chi l’ha scritta: quella persona ha già deciso. È per le decine che la leggeranno nei mesi successivi, e che si faranno un’idea dello studio da come hai reagito, non da cosa è successo.
- 1Aspetta ventiquattro ore. Nessuna risposta scritta a caldo è mai stata migliore di quella scritta il giorno dopo.
- 2Non rivelare nulla del cliente. Nome, data, che tipo di lavoro, cosa aveva dichiarato in anamnesi: sono dati personali, e in parte sanitari. Rispondere «lei non aveva detto di avere la psoriasi» è una violazione grave, oltre che pessima da leggere.
- 3Riconosci il vissuto, non necessariamente i fatti. «Mi dispiace che l’esperienza non sia stata all’altezza» non è un’ammissione di colpa.
- 4Sposta la conversazione fuori. «Ti chiedo di scrivermi o passare in studio così ne parliamo»: mostra disponibilità e chiude il thread pubblico.
- 5Sii breve. Tre o quattro righe. Le risposte lunghe e argomentate danno ragione a chi ha scritto la recensione, sempre.
- 6Non rispondere due volte. Se l’altro replica, si lascia lì.
03Recensioni false e attacchi
Capitano: un concorrente, un ex collaboratore, una persona che non è mai stata in studio. Le piattaforme prevedono una procedura di segnalazione, che funziona quando ci sono elementi oggettivi — non «è ingiusta», ma «questa persona non è mai stata nostra cliente» oppure «contiene insulti».
Cosa fare, in ordine
- Verifica nell’archivio se quella persona è mai stata cliente, e con quale nome.
- Fai uno screenshot con data: le recensioni vengono modificate o rimosse.
- Segnala alla piattaforma indicando il motivo oggettivo, non l’ingiustizia.
- Rispondi comunque in modo neutro, senza accusare di falsità in pubblico.
- Se la segnalazione non va a buon fine, continua a raccogliere recensioni vere: la diluizione funziona meglio della battaglia.
- Se si tratta di una campagna organizzata o di contenuti diffamatori, valuta con un legale.
Con Omega
Chiedere al momento giusto, senza ricordarsene
- Il controllo della guarigione e la richiesta della foto guarita partono da soli: è lì che si innesta la richiesta di recensione.
- Lo storico dice chi è stato davvero cliente e quando: utile quando una recensione va verificata.
- I messaggi ai clienti si scrivono una volta e partono ai destinatari giusti, non a tutti.
- Le note su come è andato un lavoro restano sulla scheda, e aiutano a decidere a chi chiedere.
Foto di copertina: Cambodia4kids.org Beth Kanter from California, USA — CC BY 2.0



