Conti e margini

Punto di pareggio: quante ore per non perdere soldi

Un numero solo, da tenere in testa: quante ore devi vendere questo mese prima che il mese cominci a rendere.

6 minuti di lettura Aggiornata al 7 agosto 2026Omega Tattoo

In breve

  • Il punto di pareggio si esprime in ore, non in euro: è così che diventa utile ogni giorno.
  • Le spese fisse ci sono anche a gennaio: sono loro a determinare quanto è pericoloso un mese vuoto.
  • Una postazione in più alza il pareggio: va valutata sul contributo, non sul fatturato.

Ogni studio conosce il proprio fatturato e quasi nessuno conosce il proprio punto di pareggio. È un peccato, perché è il numero più utile che si possa avere in testa: dice quante ore devi vendere in un mese prima che quel mese cominci a produrre guadagno invece che a consumarlo.

Una volta calcolato, quel numero rende immediate decisioni che altrimenti richiedono giorni: se accettare un guest, se prendere una postazione in più, se un mese di agosto vuoto è un problema o una pausa, se quel lavoro a sconto vale la pena.

01Il calcolo, in tre righe

Ore di pareggio al mese = Spese fisse mensili ÷ (Tariffa oraria − Costo variabile orario)

Il denominatore è il margine di contribuzione: quanto resta di ogni ora venduta per pagare le spese fisse. Con tariffa 100 € e costo variabile 15 €, ogni ora contribuisce con 85 €.

VoceEsempio mensile
Affitto e spese1 100 €
Utenze220 €
Assicurazione (quota mensile)70 €
Commercialista150 €
Software, sito, pagamenti60 €
Smaltimento e manutenzioni (quota)80 €
Compensi fissi e collaborazioni0 – 1 500 €
Totale spese fisse1 680 € (senza compensi fissi)
Margine per ora (100 € − 15 €)85 €
Ore di pareggio≈ 20 ore al mese
Venti ore al mese sono circa cinque a settimana: sotto quella soglia lo studio consuma denaro, sopra comincia a produrne.

02Come si usa il numero

  • Decidere su una postazione in più: l’affitto maggiore alza il pareggio di tot ore. Se il nuovo artista non porta almeno quelle ore, la postazione costa.
  • Valutare un guest: un guest che occupa una postazione per una settimana deve coprire almeno la quota di pareggio di quella settimana, oltre a quello che ti lascia.
  • Capire quanto è grave un mese vuoto: agosto a metà pareggio è normale, agosto a zero è un buco che i mesi successivi devono ripagare.
  • Prezzare uno sconto: uno sconto riduce il margine per ora e quindi alza le ore di pareggio. Un venti per cento di sconto su una tariffa di 100 € con 15 € di costo variabile alza il pareggio da 20 a 26 ore.
  • Decidere se assumere: un compenso fisso è una spesa fissa, e va sommato al numeratore prima di dire sì.

Ore di pareggio con sconto del 20% = 1 680 ÷ (80 − 15) ≈ 26 ore

Sei ore in più al mese, cioè una giornata e mezza di lavoro in più, solo per tornare al punto da cui si era partiti. È il conto che rende evidente perché lo sconto è la leva più costosa di tutte.

03Abbassare il pareggio

  1. 1

    Rivedi l’affitto

    È la voce dominante. Uno studio più piccolo in una via meno centrale, in un mestiere dove i clienti arrivano dai social e non dal passaggio, spesso non costa nemmeno un cliente.

  2. 2

    Trasforma i fissi in variabili

    Un collaboratore in percentuale invece che a fisso sposta il costo dove c’è il ricavo. Vale anche per la postazione data in affitto.

  3. 3

    Recupera le spese dimenticate

    Abbonamenti software mai usati, seconde linee telefoniche, servizi attivati per un progetto e mai chiusi.

  4. 4

    Alza il margine per ora

    Un aumento del dieci per cento della tariffa abbassa il pareggio di due ore al mese senza toccare le spese.

  5. 5

    Metti a reddito le ore vuote

    Postazione in affitto giornaliera, guest, giornate di flash: il pareggio si copre anche con ore che non sono le tue.

Da rifare due volte l’anno

  • Elenco completo delle spese fisse, comprese quelle annuali divise per dodici.
  • Tariffa media effettivamente incassata, non quella di listino.
  • Costo variabile per ora aggiornato ai prezzi correnti del materiale.
  • Ore di pareggio ricalcolate e scritte da qualche parte dove si vedono.
  • Confronto con le ore effettivamente vendute negli ultimi sei mesi.
  • Verifica di quali mesi stanno sistematicamente sotto la soglia.

Con Omega

Il conto del mese, senza foglio di calcolo

  • Spese fisse e variabili registrate accanto agli incassi, comprese quelle che non passano da un bonifico.
  • Ore vendute per mese e per artista, confrontabili con i mesi precedenti.
  • Quanto resta, non solo quanto è entrato: è la riga che decide se il mese è andato bene.
  • Le postazioni in affitto e i guest con la loro quota, per capire se coprono quello che costano.
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Foto di copertina: BlogtrepreneurCC BY 2.0

Dubbi

Domande frequenti

Cos’è il punto di pareggio di uno studio?+

È il numero di ore che devi vendere in un mese perché i ricavi coprano esattamente i costi: sotto quella soglia lo studio consuma denaro, sopra ne produce. Si calcola dividendo le spese fisse mensili per il margine che ogni ora lascia, cioè la tariffa meno il costo variabile del materiale.

Perché uno sconto alza tanto il pareggio?+

Perché lo sconto agisce sul margine, non sul fatturato. Se ogni ora contribuisce con 85 € e ne togli 20 di sconto, il contributo scende a 65: servono quasi il trenta per cento di ore in più per coprire le stesse spese. È il motivo per cui uno sconto va concesso solo quando porta ore che altrimenti non ci sarebbero, mai su ore già prenotate.

Come si valuta se conviene una seconda postazione?+

Si calcola di quanto salgono le spese fisse — affitto maggiore, utenze, eventuale compenso — e si divide per il margine orario: si ottengono le ore aggiuntive necessarie solo per non peggiorare. Se il nuovo artista non porta almeno quelle ore, la postazione toglie invece di aggiungere, anche se il fatturato totale dello studio cresce.

Un mese sotto il pareggio è un problema?+

Un mese isolato no, ed è normale in un’attività stagionale: agosto e gennaio stanno spesso sotto. Il problema nasce quando i mesi sotto soglia sono più di tre l’anno o quando quelli sopra non recuperano la differenza. Il numero utile da guardare non è il singolo mese ma la somma degli ultimi dodici.

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