In breve
- L’attestato igienico-sanitario certifica la formazione sulla prevenzione delle infezioni: è personale, riguarda ogni operatore e non è dello studio.
- Non ha una scadenza propria quasi ovunque, ma dove la Regione impone l’aggiornamento periodico (Lombardia ogni tre anni, Lazio dieci ore ogni biennio) senza quello non vale più.
- Non è il certificato HACCP e non è il vecchio libretto sanitario: chi te lo vende con quei nomi ti sta vendendo un’altra cosa.
L’**attestato igienico-sanitario per tatuatori** è il documento che dimostra di aver seguito — e superato — la formazione richiesta dalla propria Regione sulla prevenzione delle infezioni, sulla sterilizzazione e sugli obblighi di chi buca la pelle di qualcun altro. È il primo foglio che un controllo chiede di vedere, insieme al registro dei cicli di sterilizzazione.
Attorno a questo documento circola molta confusione, alimentata da chi vende corsi: si chiama in tre modi diversi a seconda della Regione, ha un contenuto che cambia di dieci volte da un confine all’altro, e viene spesso scambiato per certificati che riguardano tutt’altro mestiere. Qui c’è cosa certifica davvero, chi deve averlo, quanto dura, dove vale e come si verifica che quello che stai per comprare sia quello giusto. Quante ore e quanto costa il percorso in ciascuna Regione sta nella guida al [corso per tatuatori](/guide/formazione-e-abilitazione).
01Che cos’è, e come si chiama davvero
Non esiste un documento nazionale con questo nome: «attestato igienico-sanitario» è il modo in cui il settore chiama il titolo che ciascuna Regione prevede per chi esegue tatuaggi e piercing. Cambia nome, contenuto e peso a seconda di dove sei.
| Come si chiama | Dove | Che cosa certifica |
|---|---|---|
| Attestato di frequenza con verifica dell’apprendimento al corso igienico-sanitario | Regioni senza legge di settore, di norma su corsi organizzati o autorizzati dall’ASL | Formazione di base su igiene, infezioni, sterilizzazione, rifiuti, consenso |
| Certificato di qualificazione professionale (D.lgs. 13/2013) | Lazio, al termine delle 800 ore per il tatuaggio o 300 per il piercing, con esame regionale | Una qualifica professionale vera e propria, con livello europeo dichiarato |
| Attestato di operatore di tatuaggio / di piercing | Lombardia, al termine delle 1.500 ore previste dalla L.R. 13/2021 | Percorso professionalizzante, con tirocinio e aggiornamento triennale |
| Qualifica di tecnico qualificato in tatuaggio / in piercing | Toscana, 600 ore per ciascun profilo | Qualifica regionale, con percorsi ridotti per le estetiste |
02Chi deve averlo e chi lo chiede
- È personale, non dello studio. Lo deve avere ogni persona che esegue il trattamento: titolare, dipendente, socio, collaboratore con partita IVA, artista ospite. Un controllo lo chiede per ognuno di quelli che trova al lavoro.
- Il SUAP lo vuole in allegato alla SCIA o alla domanda di autorizzazione sanitaria, quando si apre o quando entra un nuovo operatore.
- L’ASL lo verifica al sopralluogo e a ogni ispezione successiva, insieme ai registri.
- I NAS lo chiedono nei controlli, tipicamente insieme a consensi, rifiuti e conformità degli inchiostri.
- Lo studio che ospita un guest ha interesse a chiederne copia prima: se l’ospite non ha i requisiti, il problema ricade su chi gli ha aperto la porta.
- L’assicurazione, in caso di sinistro, può verificare i requisiti professionali di chi ha eseguito il lavoro.
03Scade? L’aggiornamento è la parte che frega
L’attestato in sé, in genere, non ha una data di scadenza stampata. Quello che scade è la formazione: dove la Regione impone un aggiornamento periodico, un attestato senza l’aggiornamento è un attestato che non basta più — anche se il foglio non dice niente.
| Dove | Aggiornamento richiesto |
|---|---|
| Lombardia | Obbligatorio ogni tre anni (L.R. 13/2021, art. 3) |
| Lazio | Almeno 10 ore ogni due anni, a cura dell’operatore, anche presso enti non accreditati (D.G.R. 270/2022) |
| Altre Regioni | Molte non lo prevedono espressamente; alcune discipline e regolamenti locali sì. È una delle prime cose da chiedere all’ASL |
Cosa tenere insieme all’attestato, per ogni operatore
- Copia dell’attestato con data, ente, monte ore ed estremi dell’accreditamento.
- Attestati di aggiornamento, in ordine di data.
- Documentazione della vaccinazione contro l’epatite B, dove prevista o raccomandata.
- Attestati di formazione sulla sicurezza sul lavoro.
- Polizza di responsabilità civile in corso di validità.
- Per gli ospiti: gli stessi documenti, raccolti prima dell’arrivo.
04Come si ottiene, quanto costa, si può fare online
- 1
Chiedi all’ASL della Regione in cui lavorerai
Quale titolo riconoscono e quali enti sono accreditati. È l’unica risposta che conta, e viene dall’ufficio che poi ti controlla.
- 2
Verifica l’ente, non la brochure
Deve essere un ente accreditato dalla Regione per la formazione, o l’ASL stessa. Fatti indicare per iscritto gli estremi dell’accreditamento.
- 3
Controlla il programma e le ore
Devono corrispondere a quelle previste dalla tua Regione: se il corso dura molto meno di quanto chiede la norma, l’attestato non servirà a niente.
- 4
Fai la verifica finale
Quasi tutte le discipline chiedono una prova di apprendimento, e nel Lazio un esame davanti a una commissione regionale. Un «attestato di partecipazione» senza verifica vale meno.
- 5
Conserva l’originale e falne una copia digitale
Va esibito in studio: se è a casa, in un’ispezione è come non averlo.
- Quanto costa: da poche centinaia di euro per i corsi igienico-sanitari brevi (quelli organizzati dalle ASL costano molto meno, a volte nulla) fino a diverse migliaia per i percorsi professionalizzanti di Lombardia, Lazio e Toscana.
- Si può fare online? Solo in parte e solo dove la Regione lo ammette: nel Lazio la formazione a distanza non può superare 59 ore sulle 800 del tatuaggio, e le ore di pratica si fanno in presenza. Il «corso igienico-sanitario online» venduto come valido ovunque non esiste.
- Quanto ci vuole: da due giornate d’aula a nove-dodici mesi, secondo la Regione.
- Se l’hai perso: si chiede un duplicato all’ente che l’ha rilasciato o, quando l’ente non esiste più, alla Regione o all’ASL che aveva autorizzato il corso; conserva sempre le ricevute di iscrizione, servono a dimostrare quando e dove l’hai fatto.
05Vale in un’altra regione?
Non automaticamente, ed è il punto su cui si perdono più soldi. Il titolo è regionale: quando ti sposti si chiede la valutazione del proprio attestato alla Regione di destinazione. La regola pratica è che un attestato breve non apre le porte dove la disciplina chiede centinaia di ore, mentre un percorso lungo viene di norma riconosciuto, in tutto o in parte. Il Lazio, per esempio, riconosce crediti fino al 100% ai percorsi di altre Regioni o di Stati UE di almeno 500 ore per il tatuaggio e 200 per il piercing.
Con Omega
L’attestato di ognuno, con la sua scadenza
- Attestato, data del corso e scadenza dell’aggiornamento nel fascicolo di ogni artista, ospiti compresi.
- Avviso quando un aggiornamento, una vaccinazione o una polizza sta per scadere.
- La comunicazione al SUAP per un artista ospite, con i suoi requisiti, pronta da stampare.
- Tutti i documenti di chi lavora estraibili insieme, il giorno in cui qualcuno li chiede.


