In breve
- Per i lavoratori esposti a rischio biologico la vaccinazione va messa a disposizione dal datore di lavoro.
- Anche il rifiuto va documentato: è parte della gestione del rischio, non un fatto privato.
- Chi lavora in proprio non ha lo stesso obbligo, ma ha lo stesso rischio.
Fra le malattie trasmissibili con il sangue, l’epatite B è quella con la maggiore capacità di trasmissione a seguito di esposizione percutanea, e allo stesso tempo l’unica per cui esista una prevenzione efficace e semplice. Per un mestiere che lavora quotidianamente con aghi che attraversano la pelle di altre persone, è la misura di protezione con il miglior rapporto fra costo e beneficio in assoluto.
Sul piano normativo la questione si articola in modo diverso a seconda di chi si è: lavoratore, titolare, apprendista, artista autonomo, guest di passaggio. Su quello pratico la risposta è la stessa per tutti, e non richiede di leggere alcuna norma.
01Cosa prevede la normativa
| Chi | Cosa si applica |
|---|---|
| Lavoratore dipendente esposto | Il datore di lavoro mette a disposizione la vaccinazione; la gestione è documentata |
| Apprendista o tirocinante | Equiparato a lavoratore: stessa disciplina |
| Titolare che lavora da solo | Nessun obbligo nello stesso senso, ma raccomandazione forte |
| Artista autonomo in poltrona | Provvede in proprio; lo studio informa e coordina |
| Guest occasionale | Provvede in proprio; lo studio informa sulle procedure interne |
La normativa sulla sicurezza prevede che, per i lavoratori esposti ad agenti biologici per cui esistono vaccini efficaci, questi siano messi a disposizione dal datore di lavoro. Il lavoratore può rifiutare, e in questo caso il rifiuto va documentato: non per punire nessuno, ma perché la gestione del rischio deve poter dimostrare cosa è stato offerto e cosa è stato scelto.
02In pratica, cosa fare
- 1
Verifica la propria situazione
Chi è nato dopo il 1979 in Italia è stato con ogni probabilità vaccinato nell’infanzia, ma la documentazione va reperita e conservata.
- 2
Recupera il certificato
Si richiede al servizio vaccinale della propria ASL. È il documento che serve avere in studio.
- 3
Valuta con un medico il titolo anticorpale
La verifica della risposta immunitaria e l’eventuale necessità di richiami sono valutazioni cliniche, non decisioni da prendere da soli o su internet.
- 4
Se non sei vaccinato, parlane con un medico
Il percorso vaccinale richiede più somministrazioni distribuite nel tempo: va iniziato prima che serva, non dopo una puntura.
- 5
Documenta per tutti quelli che lavorano
Un fascicolo per persona, con la scadenza di ciò che scade. È anche quello che viene chiesto in un controllo.
03Il fascicolo sanitario di chi lavora
La vaccinazione è una delle voci di un piccolo insieme di documenti che ogni persona che lavora in studio dovrebbe avere pronti. Sono pochi, scadono in momenti diversi e nessuno se ne ricorda finché non li chiede qualcuno.
Cosa tenere per ogni persona
- Attestato del corso abilitativo, con la sua data.
- Attestati di aggiornamento periodico, dove la regione li prevede.
- Documentazione della vaccinazione contro l’epatite B, o il rifiuto documentato.
- Eventuale giudizio di idoneità del medico competente, dove prevista la sorveglianza sanitaria.
- Attestati di formazione sulla sicurezza sul lavoro.
- Polizza di responsabilità civile professionale in corso di validità.
- Per i guest, i documenti richiesti dalla disciplina regionale per la loro presenza.
Con Omega
Il fascicolo che si aggiorna da solo
- Attestato del corso, aggiornamento, vaccinazione contro l’epatite B e RC professionale di ogni artista.
- Le scadenze compaiono in home prima di scadere, invece di essere scoperte in un controllo.
- Per il guest, il foglio con tutti i dati che il SUAP chiede, con l’elenco di cosa manca.
- Documenti trattati come dati sanitari: accesso limitato e conservazione protetta.
Foto di copertina: Nenad Stojkovic — CC BY 2.0



