Salta al contenuto
Omega Tattoo

Norme e obblighi

Il passaporto degli inchiostri: cosa c’è sotto la pelle

Fra sei mesi un dermatologo chiederà cosa c’era dentro. «Non lo so» non è una risposta che si può dare sul corpo di qualcuno.

7 minuti di lettura Aggiornata al 19 settembre 2026

In breve

  • Prima di usare un inchiostro devi fornire al cliente le informazioni riportate sull’imballaggio: lo impone la voce 75 dell’allegato XVII del REACH, non una norma tecnica.
  • La norma tecnica EN 17169 dà la forma a quel documento: marca, nome, lotto e scadenza dei prodotti usati nella seduta.
  • Serve due volte l’anno: quando arriva una reazione e quando un lotto viene richiamato.

Dal 2022 il regolamento europeo che disciplina le sostanze negli inchiostri da tatuaggio ha reso obbligatorie una serie di informazioni in etichetta, numero di lotto compreso. La conseguenza pratica per uno studio è che quei numeri esistono e vanno usati: registrarli seduta per seduta è ciò che rende possibile rispondere alle due domande che, quando arrivano, non hanno alternative.

La prima è del cliente o del suo medico: **con quali prodotti sono stato tatuato?** La seconda è del produttore o dell’autorità: **chi hai tatuato con questo lotto?** Sono opposte, e nessuna delle due si può ricostruire a posteriori. Il passaporto degli inchiostri è il documento che chiude il cerchio consegnandone copia a chi si è tatuato.

01Cos’è e cosa contiene

L’obbligo di informare il cliente non nasce da una buona pratica: sta nella voce 75 dell’allegato XVII del REACH, che al punto 7 dice che prima di usare una miscela per tatuaggio chi la utilizza «deve fornire alla persona che si sottopone alla pratica le informazioni indicate sull’imballaggio o incluse nelle istruzioni per l’uso». La norma tecnica europea EN 17169, dedicata alle pratiche di tatuaggio in condizioni di igiene e sicurezza, dà a quell’obbligo la forma di un documento consegnato al cliente: non è una legge, ma è il modello a cui guarda il settore — e in alcuni paesi europei l’ispezione lo verifica seduta per seduta.

InformazionePerché serve
Data della sedutaColloca l’esposizione nel tempo
Nome e riferimenti dello studioPermette di risalire a chi ha eseguito
Nome dell’operatoreIdentifica chi ha lavorato
Marca e nome commerciale di ogni coloreIl dato che il medico chiede per primo
Numero di lottoIl dato che serve in caso di richiamo
Scadenza del prodottoDimostra che il colore era in corso di validità
Zona trattataCollega il prodotto alla sede della reazione
Firma di chi ha eseguitoRende il documento una dichiarazione

02Le due domande, e perché non si ricostruiscono

Una reazione a un pigmento può comparire mesi o anni dopo la seduta, e la prima cosa che un dermatologo chiede è quale prodotto è stato usato. Nella direzione opposta, quando un produttore richiama una partita — cosa che accade con regolarità, perché gli allegati del regolamento si aggiornano — la domanda è chi è stato tatuato con quei flaconi.

  1. 1

    Registra il lotto quando il flacone entra in studio

    Al momento dell’acquisto, non quando serve. Marca, nome, lotto, scadenza e data di apertura.

  2. 2

    Segna la data di apertura sul flacone

    Un pennarello sul tappo. Da lì parte il PAO, che è quasi sempre più vicino della scadenza stampata.

  3. 3

    Annota i colori usati alla fine di ogni seduta

    Trenta secondi, sulla seduta, mentre il materiale è ancora sul banco. Farlo dopo significa non farlo.

  4. 4

    Consegna il documento al cliente

    Insieme alle indicazioni di aftercare, come parte della chiusura del lavoro.

  5. 5

    Tienine copia

    La copia che resta a te è quella che serve quando il richiamo riguarda un lotto usato su venti persone.

03Come farlo senza che diventi un lavoro

La ragione per cui quasi nessuno registra i lotti non è la pigrizia: è che copiare a mano otto codici alfanumerici alla fine di ogni seduta, quando si è stanchi e il cliente sta pagando, non succede. Qualunque soluzione che richieda più di dieci secondi non verrà usata dopo la prima settimana.

Cosa rende sostenibile la registrazione

  • I colori sono già anagrafati con marca, nome, lotto e scadenza: alla seduta si spuntano, non si trascrivono.
  • La selezione avviene in una schermata sola, senza cercare fra cento prodotti.
  • I colori usati più spesso sono in cima all’elenco.
  • Il documento per il cliente si genera da quello che hai spuntato, senza ricopiare.
  • La ricerca inversa — chi ho tatuato con questo lotto — è una funzione, non una ricostruzione.
  • Le scadenze e i PAO in avvicinamento compaiono da soli, prima che diventino un problema.

Con Omega

Lotti tracciati nelle due direzioni

  • Ogni seduta registra i lotti usati, spuntandoli invece di trascriverli.
  • Dal cliente ai lotti e dal lotto ai clienti da avvisare: la ricerca funziona in entrambi i versi.
  • Il documento con i prodotti usati si genera dalla seduta, con la firma, e resta collegato al lavoro.
  • Scadenze e PAO in avvicinamento compaiono prima che diventino un problema.

Tutte le guide di Omega Tattoo

Foto di copertina: Alexander Kuzovlev — CC BY-SA 4.0

Dubbi

Domande frequenti

Il passaporto degli inchiostri è obbligatorio in Italia?
Il documento con quel nome discende dalla norma tecnica EN 17169, che non è una legge. È però obbligatorio il suo contenuto: la voce 75 dell’allegato XVII del REACH impone di fornire al cliente, prima del trattamento, le informazioni riportate sull’imballaggio degli inchiostri, e impone il numero di lotto in etichetta. Consegnare un foglio con i prodotti usati è il modo più semplice di assolvere quell’obbligo e di poterlo dimostrare.
Cosa devo scrivere se uso una miscela di più colori?
Tutti i prodotti che compongono la miscela, ciascuno con il proprio lotto. È il caso in cui la registrazione è più importante, perché una reazione a una miscela va ricondotta al singolo pigmento responsabile e senza l’elenco completo non è possibile. Vale anche per i diluenti e per i prodotti usati per lo stencil, se il fornitore ne indica il lotto.
Per quanto tempo devo conservare i lotti usati?
A lungo, perché è un dato che serve a distanza di anni: una reazione tardiva o il richiamo di una partita possono arrivare molto dopo la seduta. È fra le informazioni che conviene conservare più a lungo di altre, e il termine preciso va fissato con il proprio consulente insieme agli altri documenti del trattamento.
Cosa faccio se un lotto che ho usato viene richiamato?
Serve poter estrarre l’elenco delle persone tatuate con quel lotto e contattarle, indicando cosa è accaduto e cosa fare in caso di sintomi. Il flacone va messo da parte e non utilizzato, seguendo le indicazioni del produttore o dell’autorità. Senza il registro dei lotti nessuna di queste due cose è possibile, ed è esattamente lo scenario per cui la registrazione esiste.

Provalo con i tuoi dati

Crei l’ambiente, carichi le tue anagrafiche e fai una giornata di lavoro vera prima di decidere.

  • Nessuna carta
  • Pronto in un minuto
  • Operatori illimitati