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Omega Tattoo

Norme e obblighi

Tatuaggi e risonanza magnetica: la risposta corretta

Gli episodi sono rari e quasi sempre lievi, ma è un’informazione che il consenso deve contenere. Saperla spiegare distingue uno studio dagli altri.

6 minuti di lettura Aggiornata al 6 agosto 2026

In breve

  • Le reazioni durante una risonanza sono rare e in genere lievi: calore o formicolio sulla zona.
  • Il fattore più citato sono i pigmenti contenenti ossidi di ferro, tipici di alcuni neri e rossi.
  • Il consenso informato deve menzionare l’interferenza, e il cliente deve segnalare il tatuaggio al radiologo.

È una delle voci che il consenso informato deve contenere e una delle poche che quasi nessuno sa spiegare. Le domande arrivano da due direzioni opposte: il cliente terrorizzato che ha letto qualcosa online, e quello che ha un esame fissato la settimana prossima e vuole sapere se deve dirlo a qualcuno.

La risposta breve è rassicurante: milioni di persone tatuate fanno risonanze ogni anno senza alcun problema, e le segnalazioni di reazioni sono rare e in genere lievi. La risposta completa è più utile, perché contiene le due cose che il cliente deve effettivamente fare.

01Cosa può succedere, e perché

Durante una risonanza magnetica il corpo è immerso in un campo magnetico intenso e in impulsi a radiofrequenza. Alcuni pigmenti da tatuaggio contengono tracce di ossidi di ferro e altri composti metallici — storicamente più presenti in certi neri e rossi — che in quelle condizioni possono, in casi rari, produrre un modesto riscaldamento locale o interferire con la qualità dell’immagine nella zona.

  • Sensazione di calore o formicolio sulla zona tatuata durante l’esame: è l’evento più segnalato, quasi sempre transitorio.
  • Arrossamento o gonfiore lieve, che si risolve spontaneamente.
  • Artefatti nell’immagine: la zona tatuata può risultare meno leggibile, il che conta se l’esame riguarda proprio quell’area.
  • Ustioni: descritte in letteratura ma estremamente rare, e associate in genere a tatuaggi molto estesi o a pigmenti particolari.
  • Nessun effetto, che è di gran lunga l’esito più frequente.

02Cosa deve dire il consenso informato

Il consenso non deve spaventare né minimizzare: deve informare. Una formulazione che funziona contiene tre elementi — che il fenomeno esiste, che è raro e generalmente lieve, e che va segnalato al personale sanitario prima di un esame.

Gli elementi da includere

  • Che alcuni pigmenti possono contenere composti metallici in tracce.
  • Che durante una risonanza è possibile avvertire calore o formicolio sulla zona.
  • Che sono descritti, seppur raramente, arrossamenti e in casi eccezionali ustioni.
  • Che il tatuaggio può creare artefatti sull’immagine nella zona interessata.
  • Che è necessario informare il radiologo della presenza di tatuaggi o trucco permanente.
  • Che questo non costituisce una controindicazione all’esame, che resta una decisione medica.

03Le risposte pratiche da dare

Domanda del clienteRisposta breve
Ho una risonanza fra una settimana, posso tatuarmi?Meglio dopo: un tatuaggio fresco è una ferita, e in ogni caso lo segnalerai al radiologo
Devo dirlo a qualcuno?Sì, al personale che esegue l’esame, sempre, anche per il trucco permanente
Mi devo preoccupare?No: gli episodi sono rari e lievi, e il personale sa come gestirli
Cosa faccio se sento calore durante l’esame?Lo si comunica subito: c’è un citofono e l’esame si interrompe in qualunque momento
Posso fare la risonanza con un tatuaggio appena fatto?È una valutazione del medico; la zona è comunque una ferita in guarigione
I miei inchiostri contengono ferro?La composizione dichiarata è in etichetta e nella scheda tecnica; garanzie di assenza non se ne possono dare

Vale la pena tenere le schede tecniche degli inchiostri archiviate e reperibili: sono documenti che il produttore fornisce e che, se un medico chiede cosa è stato usato, permettono di rispondere in modo puntuale invece che con un’approssimazione. È la stessa documentazione che serve in caso di reazione allergica, e va tenuta insieme ai lotti.

Con Omega

Documenti che si ritrovano

  • I lotti usati su ogni seduta restano legati alla persona: alla domanda «cosa mi hai messo» c’è una risposta.
  • Il passaporto degli inchiostri raccoglie marca, nome, lotto e scadenza dei colori di quella giornata.
  • Il testo del consenso si congela alla firma, quindi si sa quale versione è stata sottoscritta.
  • Quando il testo del consenso viene aggiornato, i moduli rimasti indietro vengono segnalati.

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Foto di copertina: Alan Wilson from Stilton, Peterborough, Cambs, UK — CC BY-SA 2.0

Dubbi

Domande frequenti

Si può fare una risonanza magnetica con i tatuaggi?
Sì. Milioni di persone tatuate eseguono risonanze ogni anno senza conseguenze, e la presenza di tatuaggi non è di per sé una controindicazione. Quello che va fatto è segnalarli al personale che esegue l’esame, in particolare se sono molto estesi, recenti o se si tratta di trucco permanente in zona testa: sarà il medico a decidere come procedere.
Perché un tatuaggio può scaldarsi durante la risonanza?
Perché alcuni pigmenti contengono tracce di composti metallici, in particolare ossidi di ferro presenti storicamente in certi neri e rossi, che possono interagire con le radiofrequenze dell’esame. La sensazione riferita è di calore o formicolio, quasi sempre transitoria. Se compare, si segnala subito al personale: l’esame può essere interrotto in qualunque momento.
Cosa deve scrivere il consenso informato su questo punto?
Che alcuni pigmenti possono contenere composti metallici in tracce, che durante una risonanza sono possibili sensazioni di calore e, raramente, arrossamenti o ustioni, che il tatuaggio può creare artefatti sull’immagine, e che è necessario informare il personale sanitario. Non va scritto che i propri inchiostri sono «compatibili» o «privi di metalli»: sono garanzie che nessuno studio può dare.
Il trucco permanente è più rischioso?
È il caso più segnalato in letteratura, soprattutto per l’eyeliner, sia per la vicinanza agli occhi sia per la composizione storica di alcuni pigmenti. Non è un divieto: è un’informazione che va data obbligatoriamente al radiologo prima di un esame al capo, e che il consenso del trattamento deve contenere in modo esplicito.

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